Il febbraio più caldo degli ultimi 20 anni: registrate temperature record in Veneto

La conferma arriva dall'Arpav: le medie mensili delle massime registrano il secondo valore più elevato della serie, dopo il febbraio record del 1998: registrati fino a 23 gradi in pianura

Carta canta: a livello globale, la temperatura di febbraio è risultata superiore rispetto alla media del periodo 1981-2010 nella maggior parte del pianeta e dell’Europa. Veneto compreso: lo conferma l'Arpav, che ha pubblicato i dati relativi al mese più corto dell'anno.

I dati

Anche in Veneto l’ultimo mese dell’inverno meteorologico 2018/19 si è concluso all’insegna della primavera inoltrata, registrando una crescente anomalia termica nella seconda parte del mese favorita dall’espansione sull’Europa centro-occidentale di un vasto campo di alta pressione di matrice atlantica. Un andamento, curiosamente, del tutto opposto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando proprio negli ultimi giorni del mese si registrò una delle più intense ondate di freddo della stagione invernale. A parte un paio di episodi perturbati, di cui uno anche piuttosto intenso nei primissimi giorni del mese, il tempo è risultato in prevalenza stabile con precipitazioni complessive ancora inferiori alla norma in pianura e superiori sulle zone montane. Per quanto riguarda le temperature, il mese risulta mediamente più caldo rispetto alla media con gli scarti più significativi nei valori massimi e sulle zone montane, a causa delle frequenti condizioni di inversione termica e di maggior copertura nuvolosa registrate in alcune fasi in pianura. In particolare le medie mensili delle massime registrano il secondo valore più elevato della serie Arpav, dopo il febbraio record del 1998.

Temperature febbraio-2

L'andamento

Il mese inizia con il transito di un’intensa perturbazione di origine nord-atlantica che porta precipitazioni diffuse, anche abbondanti sulle zone montane nei primi due giorni e con fenomeni residui il giorno 3, fino a massimi intorno ai 100 mm con altrettanti centimetri di neve fresca in alcune zone delle Dolomiti. Nei giorni successivi, fino al giorno 9, si afferma un promontorio di alta pressione che garantisce tempo in prevalenza stabile con temperature minime in calo fino a valori leggermente sottozero anche su gran parte della pianura. Tra i giorni 10 e 11 un rapido impulso perturbato da nord-ovest transita sulla regione apportando delle modeste precipitazioni, accompagnate da un successivo rinforzo dei venti dai quadranti settentrionali. Nella restante seconda parte del mese l’affermazione di un robusto campo di alta pressione, esteso su gran parte dell’Europa, mantiene sulla regione tempo stabile con temperature generalmente sopra la norma specie di giorno, con frequenti inversioni termiche notturne in pianura e nelle valli dove le minime si mantengono intorno o leggermente sotto la media. In quota i valori termici rimangono invece quasi sempre sopra la media; negli ultimi giorni del mese in particolare la forte anomalia termica si diffonde su tutta la regione raggiungendo temperature massime record per il periodo, fino a valori intorno ai 20-23°C in diverse località della pianura e in alcune valli, anche per l’effetto Foehn creato dal rinforzo dei venti da nord in discesa dalle Alpi.

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