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Lunedì, 17 Giugno 2024
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In attesa del ministro si guarda alle lotte francesi: «La vita non può essere solo lavorare»

Accanto alle tende, su un tavolino, oltre al materiale informativo distribuito dagli studenti di Udu c'è un quaderno ad anelli con una copertina nera. Sfogliandolo si trovano i tanti messaggi di solidarietà anche solo da parte di chi qui c'è solo passato

Sono ancora accampati fuori dal Bo, con le loro istanze rappresentate dalle tende in cui, alternandosi, dormono. Su un tavolino oltre al materiale informativo distribuito dagli studenti di Udu c'è un quaderno ad anelli con una copertina nera. Sfogliandolo si trovano i tanti messaggi anche solo da parte di chi qui c'è solo passato a portare solidarietà. E sono tanti, non solo studenti a dire il vero. Mentre siamo presenti noi, ad esempio, diverse signore passano a salutare i presenti "all'accampamento" e oltre a infondere coraggio chiedono se c'è bisogno di qualcosa. «Anche ieri sera diversi signori si sono fermati: chi a dare consigli, chi un parere e chi solo per dare il suo sostegno. La città ha capito cosa stiamo facendo, secondo me», ci dice uno di questi studenti. Carmelo arriva da Lecce, un tipico caso di quelli che definiamo "i fuori sede". Ha modi gentili, è pacato nello spiegare quelle che sono sia le rivendicazioni che la situazione in cui, lui come altri, si sono venuti a trovare. Anche Antonio ha dormito qui: «Non è così male come pensavo - ci dice sorridendo - ma certamente non è questa la soluzione che cerchiamo». Gli chiediamo cosa pensano delle parole del sindaco e presidente della Provincia di Venezia, Brugnaro: «Udu Venezia ha risposto nel modo giusto, pensare che siamo degli sciocchi perché ci facciamo fregare come sottintende il Sindaco non è serio. Si cerca di mettere in ridicolo le nostre rivendicazioni, come se l'importante fosse che possiamo andarci a bere lo sprtiz vicino casa». Francesca, anche lei studentessa proveniente da fuori Padova pone l'attenzione anche su un tema che da noi non compare nella cosiddetta agenda politica e che invece nelle rivendicazioni dei sindacati francesi contro l'innalzamento dell'età in cui andare in pensione, è molto presente. «La vita non è solo correre perché ci sono delle scadenze, correre perché ci sono le bollette da pagare, correre perché bisogna fare questo e quello per potere pagare affitto e bollette. E quando è che si vive? Davvero la nostra prospettiva deve essere per tutta la vita garantire delle performance per potere avere cose che sembrano scontate come avere una casa dove poter vivere, potere tessere delle relazioni sociali o fare cose semplicemente ci va?». Sono i giovani da cui ci aspettiamo che facciano dei figli perché c'è il calo delle nascite, a cui prospettiamo un futuro nel quale se non sono all'altezza saranno poi messi da parte. Giovani a cui offriamo stanze di albergo perché non si sa cosa inventarsi per farli smettere di protestare e che vengono ripresi dai politici che banalizzano le loro istanze. Come il sindaco, Brugnaro, che è diventato l'imprenditore che è, legittimo per carità, "affittando forza lavoro". Tutto legale naturalmente, ma può essere che un rappresentante istituzionale che è diventato milionario grazie ai contratti interinali, possa fare la morale a chi fa notare che certi prezzi non sono proponibili soprattutto perché, anche se si lavora mentre si studia, si guadagna poco anche perchè esistono quei contratti che hanno permesso alla sua azienda di diventare un impero?!

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