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Trasporto pubblico

Tram, i mezzi di Latina ancora in garage. Botta e risposta Turrin-Ragona

Il consigliere di Fratelli d'Italia insiste e definisce vetusti i mezzi, ma l'assessore smonta il caso

Telenovela "tram": ennesima puntata. «Tramite accesso agli atti si viene a sapere che dei 4 mezzi acquistati tra le rimanenze di Latina nel 2021, a seguito del precedente contratto di appalto del 2019 tra Aps e Ntl-Alstrom, nessun mezzo è ancora stato immesso in servizio benché già consegnati da Aps a BusItalia - sostiene il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Enrico Turrin - .Ciò, si legge, a causa di collaudi più lunghi del previsto. Nel verbale di consegna da APS a BusItalia, viene infatti evidenziato come risultino ancora in essere attività volte alla messa a punto di disfunzioni tecniche che, nel caso di mancata risoluzione, verranno convertite in detrazione economiche imputabili al costruttore. Tali disfunzioni permettono le sole operazioni di pre-esercizio da parte dell'esercente (BusItalia) comportando il mancato nulla osta da parte dell' Ustif (oggi Ansfisa), per la messa in esercizio definitiva.
In più, è data conferma che un mezzo del Sir1 è stato inviato a Strasburgo per numerosi difetti, "tra cui cricche sui telai di raccordo tra le casse", e giace ancora nei capannoni della ditta francese».

Revamping

«Tale mezzo è da considerarsi ormai esclusivamente utile a banco prova per il "revamping" (la riparazione, per chi non usa il “lessico Ragona” - ironizza Turrin) degli altri e non più come mezzo disponibile per l'esercizio. Si legge infatti nelle carte che il mezzo in questione "servirà da expertise per valutare gli interventi futuri sull'intera flotta".
Insomma, il comune di Padova, attraverso la sua controllata Aps, ha comprato mezzi, costati ai contribuenti padovani circa 2.500.000 euro l'uno per un totale di 10 milioni di euro, affetti da una serie di problematiche strutturali che non ne permettono ancora la messa in servizio e dimostrando, una volta di più, la totale cocciutaggine dell'amministrazione nel voler insistere con questa tecnologia anche per le linee 2 e 3. Linee, come il Sir3, che già devono scontare ritardi negli affidamenti e ricorsi al Tar dei comitati - insiste il consigliere Turrin - .Insomma, un progetto che di Smart (intelligente), per usare l'acronimo utilizzato dall'amministrazione, sembra avere davvero aver poco e che costringerà la città ad un investimento finale  di quasi mezzo miliardo di euro per un sistema obsoleto, che ha già dimostrato con la linea 1 tutte le sue problematiche e che contribuirà a peggiorare notevolmente sia il sistema trasportistico - viario che il comparto commerciale di Padova».

Ragona

«Il consigliere Turrin si è appassionato al tema solo per la campagna elettorale, si nota dal fatto che non sa bene di quello che parla e dovrebbe approfondire - risponde l'assessore alla mobiltà, Andrea Ragona - .Il mezzo è stato mandato a Strasburgo per un revamping che, non solo nel lessico di Ragona, significa fare un’implementazione e modifiche non necessarie, come ad esempio lo spostamento dei sedili per avere più capienza. Le modifiche e le analisi per aumentare la capienza sono necessarie Perché il tram piace alla gente ed è pieno di persone che lo usano. E non è che basta apporre un cartello, per portare più persone vanno fatte analisi e studi anche su elementi interni. Ma invece di sostenere questo mezzo che piace ai padovani qualcuno fa di tutto per boicottarlo.
Inoltre quando si acquista un mezzo va allestito con elementi specifici come ad esempio il SAE - sistema ausilio all’esercizio, ovvero tutto ciò che riguarda i collegamenti per la comunicazione con la centrale e l’infomobilità e altre tecnologie avanzate. Sono cose che non si fanno in un giorno ma Turrin forse pensa che si possa prendere un tram e farlo girare senza tenere conto del sistema complessivo, della capacità o delle necessità. Quindi è tutto nella norma, Turrin faccia approfondimenti prima di attaccare qualcosa che ai padovani piace, e faccia un giro anche oggi per vedere quanto è pieno il tram e quanto piace alle persone. Se a lui non piace, se ne faccia una ragione».

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