Due funghi minacciano gli ulivi dei Colli Euganei: la Regione finanzia la ricerca Unipd

Dal 2017 si stanno registrando fenomeni di disseccamento dei rami, di necrosi e cascola delle drupe, con grave compromissione dei raccolti di una coltura che, anche se di nicchia, vanta una lunga e consolidata tradizione e capacità produttiva

Non è la Xilella, ma una nuova malattia emergente sta minacciando gli ulivi del Veneto: dal 2017 si stanno registrando fenomeni di disseccamento dei rami, di necrosi e cascola delle drupe, con grave compromissione dei raccolti di una coltura che, anche se di nicchia, vanta una lunga e consolidata tradizione e capacità produttiva nelle aree collinari del Veneto, dagli Euganei ai Berici, dal Grappa alle sponde lacustri del Garda.

Studio sperimentale

La direzione agroambiente della Regione Veneto ha avviato uno studio sperimentale con il Dipartimento Territorio e Sistemi agroforestali dell’Università di Padova per identificare le cause e mettere a punto strategie di intervento. Spiega l'assessore regionale all'agricoltura: «Visti i positivi risultati raggiunti nel biennio 2018-19, rinnoviamo la convenzione con il dipartimento dell’Università di Padova per dare continuità ad un lavoro di monitoraggio e di ricerca che ha già consentito di individuare in alcuni tipi di funghi della famiglia delle Botryosphaeriaceae gli agenti responsabili del "cancro" e del deperimento delle piante. D’intesa con le associazioni dei produttori, le organizzazioni professionali agricole e i Consorzi di tutela delle Dop venete degli olii, la Regione investe ulteriori 20mila euro nel programma fitosanitario di contrasto all’infezione, al fine di proseguire le indagini sull’ambiente biologico dei patogeni dell’olivo e definire i corridoi naturali di diffusione e i possibili vettori dell’infezione. La collaborazione tra la Direzione Agroambiente e i ricercatori del Dipartimento agroforestale dell’ateneo patavino sta dimostrando di poter individuare e attuare strategie efficaci di recupero, in modo da non compromettere le pregiate produzioni dei 5 mila ettari di oliveti del Veneto».

Programma

La nuova fase del programma di collaborazione fitosanitaria tra Regione e Università prevede:

  • la sperimentazione sul campo degli agrofarmaci già testati in laboratorio contro le infezioni di Botryosphaeria dothidea, Neofusicoccum parvum e Phytophthora:
  • lo studio differenziale della vegetazione limitrofa agli oliveti, in quanto boschi e vigneti possono essere serbatoio di inoculo dei patogeni;
  • lo studio del ruolo svolto dagli insetti, tra cui la cimice asiatica, nella diffusione dei patogeni invasivi.

Le attività di ricerca svolte nel corso del 2020 contribuiranno a migliorare l’impiego di prodotti fitosanitari attualmente registrati per gli olivi e a sviluppare nuovi modelli di previsione sul rischio di epidemie, in relazione anche ai mutamenti globali del clima degli ultimi anni.

Coldiretti Padova

Questo il commento di Coldiretti Padova: «Due anni fa sui Colli Euganei oltre un ulivo su cinque era stato colpito da una patologia che aveva portato al distaccamento dei rami e alla cascola dei frutti. Già allora avevamo avviato uno studio e le analisi con l’Università di Padova per risolvere il problema e mettere in campo i primi interventi per contenere i danni. Ben venga dunque la decisione della Regione Veneto, Direzione Agroamebiente, di rinnovare la convenzione con il Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Ateneo patavino destinando nuove ricorse alla ricerca. Dal 2017 due funghi stanno attaccando gli ulivi in maniera particolarmente aggressiva, provocando il disseccamento della pianta fino alla morte per apoplessia, causata dalla chiusura totale dei vasi linfatici, come fosse un “infarto”. Per studiare il fenomeno sono stati coinvolti il servizio fitosanitario regionale e l’università di Padova. Le piante più colpite sono quelle che presentano lesioni e ferite da potatura ma anche dalla grandine, e la cimice asiatica potrebbe complicare la situazione. Ora la speranza è quella di arrivare al più presto a formulare una cura efficace, che potrebbe essere attuata con prodotti fitosanitari sistemici a base di triazoli, un po’ come i nostri antibiotici».

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Padova e Colli Euganei

Come spiega Coldiretti «In Veneto su circa 5.000 ettari coltivati si stima che questo "attacco" abbia raggiunto almeno un terzo delle piante coltivate. Sui Colli Euganei Coldiretti Padova ha monitorato la situazione ipotizzando un coinvolgimento di oltre il 20% delle piante. Nonostante il fenomeno si sia attenuato non è certo scomparso, e resta la preoccupazione fra gli olivicoltori, già reduci da flessioni produttive e dagli attacchi della cimice asiatica e ora alle prese anche con questo nuovo allarme che rischia di avere delle ripercussioni sulla produzione dell’olio extravergine dei Colli Euganei, sempre più richiesto e ricercato per le sue pregiate caratteristiche organolettiche. La provincia di Padova conta oltre 450 ettari di ulivi e 80mila piante circa coltivate sui Colli Euganei. La produzione è stata di circa 12mila quintali di olive da cui si ricavano intorno ai 2mila quintali d'olio. Olio di alta qualità, in ogni caso, perché le olive sono perfettamente sane. In provincia di Padova gli olivicoltori, per professione o per hobby, sono circa 900. Ovviamente sono determinanti per la resa finale la tecnica di coltivazione, di raccolta e di spremitura». ​

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