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Urbs Picta, trovate nel Salone le tracce del '300 pretese dall'Unesco

Per formalizzare la candidatura come patrimonio dell'umanità, gli esperti avevano chiesto di dimostrare che anche Palazzo della Ragione potesse rientrare nel ciclo trecentesco degli affreschi. Dopo gli studi condotti dall'ingegner Rita Deiana del Bo arriva la conferma: ci sono aureole sotto il leone e l'angelo

L'ingegner Rita Deiana del Bo

L'Unesco aveva chiesto di dimostrare che anche Palazzo della Ragione potesse rientrare in Urbs Picta, muovendo dei dubbi sul fatto che gli affreschi all'interno dell'ex tribunale della città appartenessero al ciclo del Trecento. Dopo gli studi condotti dall'ingegner Rita Deiana del Ciba dell’Università di Padova, arriva la conferma dell’ipotesi che ci siano ancora presenti tracce significative di opere realizzate in precedenza, danneggiate irrimediabilmente dall’incendio che nel 1420 distrusse parzialmente l’edificio facendo crollare il tetto e il soffitto ligneo descritto dalle cronache dell’epoca.

L'angelo e il leone

Emergono quindi nuovi elementi sulla storia delle trasformazioni che hanno interessato il Palazzo della Ragione, dalla sua fondazione all’attuale struttura. Le indagini eseguite su alcune aree test all’interno del Salone, con le più moderne tecniche di rilievo e analisi non invasiva, (imaging multispettrale; rilievo con scanner a luce strutturata; termografia IR) confermerebbero infatti la presenza di un ricco palinsesto decorativo e strutturale, in cui anche tracce della fase trecentesca sono sicuramente conservate in più punti e a diverse quote sotto le attuali superfici pittoriche. Era proprio su questo che gli esperti Unesco avevano chiesto delucidazioni per procedere con la candidatura. Tracce che sarebbero presenti su almeno due pareti, dove risulterebbero visibili (vedi foto) sotto l'attuale superficie le forme di un'aureola trecentesca e su cui poi è stata impostata successivamente la testa del leone, mentre nella parete sud ci sarebbe un'altra aureola sotto la superficie attuale dove c'è un angelo.

L'esito

L’esito di queste indagini fornirebbe quindi una risposta positiva alle richieste di approfondimento avanzate dall’Icomos per il report intermedio della candidatura a patrimonio Unesco di Urbs Picta, sulla possibile presenza di ulteriori elementi trecenteschi riconoscibili nel Salone. Apre quindi un nuovo capitolo sulle possibilità di studio e conoscenza di uno degli edifici storici più noti di Padova e più importanti per la vita cittadina, ancora in gran parte da scoprire anche con l’ausilio delle nuove tecnologie.

Colasio

«Questa prima tornata di rilievi, che grazie alla preziosa collaborazione con l’ingegner Rita Deiana del Ciba dell’Università di Padova ci conferma l’ipotesi che, sotto gli affreschi che ammiriamo oggi nel Palazzo della Regione, siano ancora presenti tracce significative di opere realizzate in precedenza e danneggiate irrimediabilmente dall’incendio che nel 1420 distrusse parzialmente l’edificio, facendo crollare il tetto e il soffitto ligneo descritto dalle cronache dell’epoca» spiega l’assessore alla , Andrea Colasio « ed emergono quindi conferme dirette dell’esistenza di cicli pittorici realizzati nel 1300, cicli che secondo i documenti storici sarebbero stati commissionati e realizzati da Giotto e dalla sua bottega. Questi ritrovamenti rafforzano l’importanza che il Palazzo della Ragione già ha come elemento fondamentale del percorso artistico storico e culturale di Padova Urbs picta e ci confermano come grazie alle nuove tecnologie possa essere avviata una nuova e interessante campagna di studi per conoscere ancora più a fondo la storia dei nostri affreschi del ‘300»

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