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Coronavirus: vaccino in azienda, la Cisl è favorevole alle inoculazioni

Lo ribadisce il segretario generale della Cisl Padova Samuel Scavazzin, ricordando che il sindacato è intervenuto in tutte le sedi opportune, nazionali, regionali e locali

«La Cisl è favorevole alle vaccinazioni nei posti di lavoro». Lo ribadisce il segretario generale della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin, ricordando che il sindacato è intervenuto in tutte le sedi opportune, nazionali, regionali e locali, per arrivare alla vaccinazione di tutta la popolazione nel più breve tempo possibile, per tutelare la salute collettiva e favorire una più rapida ripresa delle attività economiche.

Nuovo protocollo

A livello nazionale la Cisl sta sollecitando il Governo per arrivare alla definizione di un nuovo protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro e ha avanzato la richiesta di concordare un protocollo nazionale per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. A livello regionale, la Cisl del Veneto ha fatto pervenire alla Regione le proprie osservazioni in merito bozza di un “disciplinare per la vaccinazione Covid-19 nei posti di lavoro” presentato ad un tavolo tecnico avviato sull’argomento con i rappresentanti delle parti datoriali e sindacali. Osservazioni che tuttavia non sono state recepite. Queste le osservazioni presentate: il disciplinare regionale per la vaccinazione nei posti di lavoro deve rispondere ai criteri definiti dal piano nazionale e deve essere coerente con il protocollo nazionale in corso di definizione. La vaccinazione in azienda potrà avere avvio soltanto quando sarà completata quella degli anziani e delle persone vulnerabili, per non rallentare la messa in sicurezza delle fasce più deboli della popolazione. Le aziende dovranno coinvolgere nella campagna vaccinale le Rsu e Rls aziendali. La campagna dovrà interessare anche le piccole e micro imprese. A livello regionale è stato sottoscritto un documento unitario con Cgil, Uil, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti proponendo alla Regione il coinvolgimento dei sistemi della bilateralità.

Confronto con le Ulss

«Riteniamo utile – dice Scavazzin – avviare fin d’ora un confronto con le Ulss Euganea e Polesana e con le parti datoriali e sindacali locali per essere pronti a partire, dopo la messa in sicurezza delle persone a rischio e non appena saranno disponibili le sufficienti dosi di vaccino. Sul territorio sono già molte le aziende che hanno dato la loro disponibilità a vaccinare i lavoratori. Riteniamo indispensabile che questa proposta debba essere attuata attraverso il coinvolgimento e il rispetto di tutti i lavoratori e con regole chiare, per non creare confusione ed evitare che alcune categorie si sentano escluse a danni di altre di fronte a questa importante opportunità per la tutela della salute e la ripresa economica».

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