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Vaccini, Zaia: «Preoccupati per i ritardi». Gruppo di genitori ricorre al Tar per chiedere riapertura delle scuole

«Sulla riapertura delle scuole, per me è fondamentale che il ministro della salute Roberto Speranza ci comunichi le sue intenzioni sulla base del parere del comitato tecnico-scientifico. Preoccupati per i ritardi nella consegna dei vaccini»

Zaia nella consueta conferenza stampa dalla sede di Marghera della Protezione Civile, ha annunciato di aver presentato al tar del Veneto il ricorso che 17 cittadini hanno sottoscritto chiedendo che siano riaperte le scuole in Veneto. Una riunione importante, Zaia l'ha avuta anche ieri con gli altri presidenti di Regione sul tema della scuola. «Sulla riapertura delle scuole, per me è fondamentale che il ministro della salute Roberto Speranza ci comunichi le sue intenzioni sulla base del parere del comitato tecnico-scientifico», è il commento del presidente del Veneto, che oggi ha dato mandato agli avvocati dell'ente regionale di seguire il ricorso al Tar presentato da alcune famiglie contro l'ordinanza che impone la didattica a distanza a tutti gli studenti delle scuole superiori venete. I legali presenteranno una memoria della Regione Veneto «e poi staremo a vedere - ha detto Zaia - Le nostre argomentazioni non sono politiche. Abbiamo deciso di tenere le scuole chiuse come atto di prevenzione e spero che il giudice ne tenga conto. In caso di riapertura, saremmo anche pronti con i trasporti, ma spero che si tenga presente il motivo fondante per cui è stata fatta l'ordinanza. Adesso sembra più semplice ragionare sulla scuola, ma se torniamo indietro di 20 giorni, le indicazioni dei tecnici erano tutte per la chiusura. E infatti sono poche le regioni che hanno riaperto. Da un lato è giusto garantire la didattica in presenza, ma dobbiamo garantire anche il diritto alla salute. E quindi vedremo cosa decide il Tar». Ma la questione che ha monopolizzato la conferenza stampa è quella dei vaccini. 

Vaccini

E proprio sulla questione vaccini, il presidente della Regione Veneto, ha specificato: «Siamo preoccupati per i ritardi, ci rendiamo conto che un impresa abbia dei problemi, avremo una riduzione della fornitura anche per la prossima settimana, con questi numeri non riusciamo più a fare campagna vaccinali: avendo fatto piu di 100mila vaccini abbiamo bisogno di altrettante dosi per il richiamo. Noi non abbiamo rapporti con l'azienda e non abbiamo letto il contratto, se ne occupa il Governo, ma diciamo alla Pfizer che se volesse far qualcosa in Veneto noi ci siamo se si tratta di produrre vaccini. Noi dobbiamo investire al massimo sui vaccini e su questo tema ci sarà una riunione questa sera con il Governo e ovviamente siamo preoccupati», ha detto Luca Zaia. Una preoccupazione che deriva da una consegna di vaccini ritardata ed anche diminuita del 53% dall'azienda Pfizer per questa settimana. «E ci è arrivata la doccia fredda di una riduzione anche per la prossima settimana - ha aggiunto - Con queste poche dosi non possiamo più fare campagna vaccinale e quindi a fare la prima somministrazione ma dobbiamo concentrare tutto quello che c'è nei richiami».“

Contagi

In apertura, come di consueto, i dati sui contagi: «Abbiamo meno positivi in entrata rispetto a quelli in uscita - ha commentato Zaia - abbiamo l'immagine di una curva che decresce e speriamo che il trend duri. Oggi è il primo giorno (della seconda ondata ndr) che scendiamo al massimo di marzo nelle terapie intensive. La situazione è ancora pesante negli ospedali, ma se continuiamo con questo bel lavoro di attenzione è ragionevole pensare che se ne possa uscire, assieme ai vaccini».

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