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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Valdegamberi insiste: «Contro la società patriarcale crociata ideologica». Attacco a Fedriga e a Sfera Ebbasta

Il consigliere regionale torna sulla polemica che ha lui stesso scatenato, attacca il Presidente del Friuli Venezia Giulia per le critiche che gli ha rivolto ma si guarda bene di fare lo stesso con Zaia che è stato ancora più duro. Infine accusa i trapper «Se questi sono gli esempi, evviva il patriarcato»

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, nonostante il clamore e le critiche che le sue uscite hanno suscitato, soprattutto le sue parole e i suoi giudizi indirizzate contro Elena Cecchettin, la sorella della povera Giulia, uccisa dal suo ex fidanzato, invece che chiedersi se non fosse inopportuno il suo intervento, insiste. E' stato soprattutto un suo primo post, pubblicato l'indomani del ritrovamento del corpo della ragazza e nel giorno in cui è stato fermato il suo assassino, a scatenare critiche nei suoi confronti. Giustificate, se non fosse altro per la tempistica, al di là dei contenuti discutibili.

«L’annuncio di una crociata ideologica contro una inesistente “società Patriarcale” fatto in un momento di grande attenzione mediatica e tensione emotiva, sta dando i suoi frutti. La caccia all’uomo ha portato noti esponenti politici a chiedere scusa di essere uomini, a manifestazioni nazionali di giovani sotto il grido “basta patriarcato “. Come un mantra lo slogan riecheggia ovunque nel Paese. Il momento del dolore per l’efferato delitto è il momento propizio per fare propaganda ideologica e far sentire gli uomini in colpa di essere uomini», ha ribadito il consigliere comunale. «Alla faccia del rispetto per la ragazza uccisa barbaramente: è la propaganda che conta. Chi si permette di dissentire viene linciato mediaticamente. Presidenti di Regione come Fedriga fanno i primi della classe stanziando subito soldi per lezioni gender-affettivo». Valdegamberi non fa invece alcun riferimento al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che non è stato affatto tenero con lui. Chissà come mai.  «Mi permetto sommessamente di ricordare che la causa è nella carenza o assenza della figura paterna nell’educazione dei figli, nell’incapacità di accettare le sconfitte, i no, perché abituati a ricevere sempre e solo dei "sì"; è la cultura del piacere edonistico e possessivo scambiato per amore, promosso a man bassa in ogni luogo e alla portata di tutti, soprattutto dei ragazzi. Altro che colpa dello Stato, del patriarcato, del padre», ribadisce Valdegamberi, che non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro rispetto alle sue posizioni. 

Secondo Valdegamberi quello che sta avvenendo è un attacco ai maschi e alla figura paterna: «L’educazione spetta, comunque primariamente alla famiglia: la scuola deve fare buona formazione. Si faccia una seria riflessione e non si insegui, sull’ emotività del momento, una ideologia che va in senso opposto, che mira a criminalizzare il padre, distruggendo ancor più la famiglia tradizionale, quando, invece, è proprio il padre la figura che dovrebbe essere più presente nell’educazione dei figli. Riporto di seguito il testo di un famosissimo cantante rap italiano, salito nell’Olimpo della musica mondiale e pongo una domanda: cosa vogliamo educare nelle scuole quando i giovani sono bombardati 24 ore su 24 da messaggi come questi?». Il consigliere regionale cita i trappers, esagerando ovviamente sulla loro fama, che vanno per la maggiore come Sfera Ebbasta, di cui cita anche il brano "Hey tipa", che nel testo esplicita concetti evidentemente sessisti. «Quello che non mi è chiaro è come pensiamo di fare educazione sentimentale a una società che porta nell'Olimpo della musica un testo come questo che è effetto di una cultura, non causa. Ma è colpa del patriarcato», insiste Valdegamberi mescolando questioni e situazioni che hanno poco a che vedere l'una con l'altra. Valdegamberi sostiene di non aver bisogno di visibilità è però da giorni che finisce sui media per le sue uscite. Al netto dei suoi ragionamenti sgangherati, rimane la scelta poco opportuna di affrontare questi temi con questa modalità che non può che portare a confusione quando in un momento come questo servirebbero rilfessioni serie e circostanziate. E' troppo pretenderlo da un rappresentante istituzionale?

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