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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Le Vele, il progetto che riporta a scuola adolescenti che non riescono a "strappare lungo i bordi"

Affiancati da uno psicologo e un educatore della Cooperativa Centro Train de vie, i ragazzi ritrovano se stessi e il coraggio di tornare a scuola. L’abbandono scolastico, nasconde qualcosa di profondo e potenzialmente devastante, un problema che va individuato subito perché può essere risolto

Si chiama, “Le vele”, un’aula studio che prende questo nome proprio perché rappresenta uno spazio che è sempre presente a prescindere da quelle che sono le condizioni, della vita in questo caso, anziché del mare. Proprio come quelle di una imbarcazione.

Sintomi

L’obiettivo è quello di aiutare adolescenti che soffrono di una vera patologia, che se individuata può essere risolta. «Il rifiuto scolare - ci spiega Elena Nobile, responsabile dell’Area Educativa di Centro Train de vie - non è un capriccio ma una condizione emotiva molto importante che va conosciuto a livello clinico che va spiegata alle famiglie, ai genitori». Ci sono segnali chiari che possono aiutare a individuare i sintomi di questa che è una vera e propria patologia, non è essere svogliati o studiare poco. «Stiamo parlando di ragazzi che soffrono di ansia sociale, depressione. Che quando è il momento di andare a scuola stanno male, vomitano. Per questo va conosciuto a livello clinico. Non a caso, nello spazio “Le Vele”, che è prettamente educativo c’è anche la presenza di uno psicologo». Anche se questo tipo di argomenti sono stati per anni tabù, quello del disagio giovanile, addirittura dell’autolesionismo per non parlare di chi tenta di togliersi la vita, si è molto lavorato nella direzione di aiutare a prevenire certe derive molto pericolose.

Abbandono scolastico

L’abbandono scolastico, proprio perché non rappresenta solo e semplicemente la non voglia di andare a scuola ma nasconde qualcosa di più profondo e potenzialmente devastante, è un problema che va individuato subito perché può essere risolto. «Le Vele è un luogo sicuro, dove i ragazzi, affiancati da uno psicologo e un educatore, possono innanzitutto concentrarsi su loro stessi, i loro bisogni, esprimere le loro paure, fare gruppo e socializzare, e in un secondo momento riavvicinarsi allo studio imparando a gestire le proprie ansie e i propri timori». La cronaca, è sempre più frequente, racconta di adolescenti in crisi, il dramma di chi fa difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni, che non riesce a rispondere a quelle che sono le richieste che la società stessa dove vive, impone. Insomma, un adolescente che non ci riesce proprio a stare nel perimetro che gli è stato a disegnato, o meglio, parafrasando Zerocalcare che nella sua serie su Netflix affronta in maniera delicata ma allo stesso tempo molto potente e quindi efficace, non riesce proprio a "strappare lungo i bordi", ma esce inesorabilmente dalla linea tratteggiata che gli è stata assegnata, rompendo tutto. «Questi adolescenti arrivano da noi molto spesso perché gli viene indicato dal reparto di neuropsichiatria o dall'Asl, con le quali lavoriamo da anni. Poi ci sono i casi di coloro che arrivano da noi perché conoscono il tipo di lavoro che facciamo». 

Progetto educativo

«Quello che proponiamo per ognuno è un progetto educativo che viene creato mettendo insieme le informazioni che arrivano dalla scuola e dalla psicologa della cooperativa che entrano in contatto. Questo viene presentato ai genitori e ai ragazzi. Parallelamente si lavorerà sempre sull'elaborazione delle emozioni che la scuola suscita, come la paura, la rabbia e l'ansia, al riavvicinamento all'esperienza di studio. Questo va fatto in maniera graduale. Ci sono varie fasi in cui lavoriamo a piccoli gruppi con la psicologa e l'educatrice. Fondamentale è il continuo rapporto di scambio e condivisione con la scuola e le famiglie». Bisogna avere una equipe multidisciplinare, voci e sguardi messi insieme in maniera sinergica. E' nella nostra filosofia, perché se l'educatore e lo psicologo fanno ognuno il loro pezzetto senza un percorso comune, secono noi difficilmente si arriva al risultato.«Siamo riusciti a riportare a scuola, in questi anni, tanti ragazzi. Le Vele sono l'evoluzione di diversi progetti che abbiamo sviluppato in questi anni che hanno portato a risultati davvero soddisfacenti. Abbiamo anche costruito in questi anni una forte relazione di collaborazione con insegnanti proprio perché si è dimostrato che certi percorsi portano a risultati davvero importanti». 

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