Manca davvero poco alla vendemmia: per i colli Euganei sarà un’ottima annata

I dati raccolti da Cia Padova evidenziano un’eccellente qualità del vino e una ripresa del settore Horeca. Tanto che gli imprenditori vitivinicoli non sono interessati alle misure di emergenza statali

Fra circa tre settimane, verosimilmente verso il 25 agosto, si aprirà la stagione della vendemmia. Non vi sarà alcun anticipo, come invece era stato prospettato qualche tempo fa dagli addetti ai lavori. Questo perché tra metà giugno e il 20 luglio le temperature medie non sono state particolarmente alte. Di conseguenza i grappoli, di tutte le varietà (compresa la Doc dei Colli Euganei, che conta 464 aziende associate), stanno maturando in maniera regolare. La Direzione Agroalimentare della Regione Veneto sottolinea inoltre che la qualità si prefigura elevata, con punte di eccellenza. Merito, appunto, di un clima che è stato ideale per un ottimo sviluppo organolettico dell’uva.

Le vendite

Per quanto riguarda le vendite del comparto vitivinicolo, dopo la riapertura del canale Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) avvenuta lo scorso 18 maggio, Cia Padova precisa che «gradualmente il settore si sta rialzando. L’obiettivo è raggiungere il pareggio di bilancio alla fine del 2020. Quest’anno gli imprenditori agricoli sono chiamati a resistere, nella speranza che dal 2021 vi sia una reale inversione di tendenza».

«Una reale ripresa»

In ogni caso, rileva la Direzione Agroalimentare regionale, non è previsto un eccessivo ammassamento delle uve in cantina, come previsto durante il lockdown. «Dai dati forniti dalle cantine sociali – chiarisce Cia Padova – non ci dovrebbero essere grossi scostamenti sulla quantità rispetto agli anni scorsi. Questo segnale ci fa ben sperare, significa che c’è una reale ripresa».

Gli investimenti governativi

A tale proposito sono pochissimi i riscontri da parte dei produttori locali, colli Euganei in primis, in merito alla misura (stabilita dal Mipaaf) della distillazione di crisi del vino comune, finanziata con fondi comunitari. Il fine della stessa è duplice: ridurre le giacenze di prodotto e contribuire all’approvvigionamento di alcol etilico, da destinare prevalentemente alla produzione di disinfettanti. Pari (quasi) a zero pure le domande per l’erogazione del ristoro economico ad ettaro per le aziende che volontariamente riducono la vendemmia di uve destinate alla produzione di vini di qualità Docg/Doc e IGT. Entrambi gli interventi governativi non hanno trovato risposta nel nostro territorio poiché qui la viticoltura è di pregio; in pratica, il ritorno economico per la ridotta produzione di vini d’eccellenza non è appetibile in termini economici per i titolari delle aziende vitivinicole. Ovvero, conviene loro continuare l’attività come negli anni scorsi.

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«Occorre attivare più canali di vendita»

«La quarantena ha insegnato al mondo agricolo che non si può essere monodirezionali, ma occorre attivare più canali di vendita - commenta il presidente di Cia Padova, Roberto Betto –Ad esempio, l’e-commerce, grazie al quale si ha l’opportunità di raggiungere clienti residenti tanto in Italia che all’estero”. “Mi sento di rivolgere un appello alle nostre famiglie – aggiunge – Acquistate vini del territorio, andate nelle cantine: un modo, questo, per respirare la componente emozionale che solo un approccio diretto è in grado di dare». Una passione vissuta in pieno da Franco Zanovello, viticoltore, titolare dell’azienda Cà Lustra di Cinto Euganeo, di cui proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario della sua scomparsa. «Fu un innovatore – osserva il presidente Betto - Uomo di grande cultura, si è impegnato attivamente per la nascita del Biodistretto: sua l’intuizione della vocazione biologica dei Colli Euganei. Lo ricordiamo come fervido sostenitore del paesaggio e dell’ambiente. Desiderava far rientrare l’area dei Colli nel Mab Unesco. Un obiettivo raggiungibile, se si mettono insieme tutte le attività presenti per far ripartire l’economia in maniera sostenibile».

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