Veneto sempre più anziano, l'appello di associazioni e sindacati

«Non dimentichiamo la legge regionale sull’invecchiamento attivo, gli Over65 sono una risorsa per la comunità». La Consulta si è riunita l’ultima volta più di un anno fa

L’ultima volta si è riunita il 28 maggio del 2019, oltre un anno fa. Da quel giorno non si è fatto più nulla, anche se la materia in discussione è più che mai attuale. Stiamo parlando della Consulta regionale che deve decidere come e quanto investire in Veneto per l’invecchiamento attivo, un progetto di ampio respiro che si prefigge di rendere organiche le tante attività di interesse sociale che possono coinvolgere le persone adulte e soprattutto quelle definite anziane: come sorvegliare scuole, parchi, giardini, occuparsi delle persone più deboli, gestire orti urbani, diffondere e promuovere attività culturali, informare i cittadini sui servizi offerti nel proprio comune e molto altro ancora. I programmi progettuali attuativi, ad esempio, comprendono anche attività sull’autonomia (Salute e vita autonoma: invecchiamento attivo in buona salute) e sulla partecipazione sociale (Invecchiamento attivo nella comunità).

Ritardo

Proprio in considerazione di questo “ritardo” e delle tante questioni che si sono aperte per l’emergenza Coronavirus, i sindacati dei pensionati veneti, Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil, assieme alle associazioni di volontariato Auser, Anteas e Ada chiedono con forza che la Regione convochi la Consulta - come previsto dalla legge regionale sull’invecchiamento attivo - anche per fare il punto sulla destinazione del milione di euro annuali con cui si finanziano i progetti.  «La pandemia e le morti degli anziani e delle anziane - spiegano sindacati e associazioni - doveva indurre la convocazione della Consulta, che si poteva svolgere via web. Abbiamo bisogno di avere la certezza che la legge sull'invecchiamento attivo diventerà il caposaldo fondamentale per rendere efficace la prevenzione sanitaria e l'inclusione sociale nell'anzianità e modificare quella cultura che vede l'età avanzata come residuale. Abbiamo sempre detto che i fondi stanziati dalla Regione per questo progetto, un milione di euro l’anno, erano un buon inizio ma dovevano essere aumentati e diventare strutturali. Ancor più lo pensiamo adesso oltre a rilevare la necessità di una rinnovata condivisione progettuale per affrontare le criticità già presenti a cui si aggiungono le nuove».

Invecchiamento attivo

L’invecchiamento attivo si basa sul presupposto che gli anziani, sempre più numerosi anche in Veneto, non rappresentano un peso ma una risorsa e spesso fanno da ammortizzatore sociale per figli e nipoti. L’onda d’urto del Covid-19 è stata drammatica, e in alcune regioni ha addirittura abbassato la speranza di vita di circa 2 anni (da 84 a 82). Fortunatamente il Veneto non è tra queste, ed anzi il numero di anziani è ancora sensibilmente in aumento. Secondo gli ultimi dati Istat, dal 2019 al 2020 gli over 65 sono passati da 1 milione e 122mila a 1.138.485 (+16.480). Se consideriamo che nel 1982 erano circa mezzo milione, vediamo come in quarant’anni il numero complessivo è raddoppiato. Motivo in più per rendere le persone anziane (e adulte) sempre più protagoniste all’interno della comunità. 

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Dati

In Veneto gli over 60 superano il milione e nel 2060 il numero di anziani aumenterà del 50%. L'aspettativa di vita in Veneto è 80 anni per gli uomini, 85 per le donne. Il tasso di invecchiamento (rapporto numerico tra la popolazione anziana, 65 anni e oltre, e la popolazione più giovane, 0-14 anni) nel 2016 è stato di 159 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani di età inferiore ai 14 anni. 1/3 delle famiglie venete è composto da una sola persona. Metà di queste sono persone over 64 anni, in prevalenza donne. Il 38% degli anziani veneti dichiara di stare "bene o molto bene": sopra la media nazionale (30,7%) e in linea con la media europea (37,5%). Circa il 15% dei 632 mila veneti con una età compresa fra i 55 e i 64 anni è impegnato in un'attività di volontariato a favore di altre persone, della comunità o dell'ambiente. La quota scende al 13% fra gli anziani della fascia 65 - 74 anni e al 6% circa fra gli over 75 anni. (fonti: Istat, Eurostat e Ufficio di Statistica del Veneto).

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