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Vent'anni, già schiavi dell'eroina. «Le sostanze sono in mezzo a noi, dannoso e pericoloso ignorarlo»

Siamo stati con l'unità di strada che aiuta chi fa uso di sostanze a ridurne il più possibile il danno. Un progetto che coinvolge tantissime realtà cittadine che si sono messe in rete per avere un'azione più incisiva. «Non c'è un'età che esclude il consumo. C'è un grande ritorno all'eroina»

Avrà circa vent'anni, è una ragazza molto giovane. Alta, magra, si avvicina agli operatori per chiedere loro come evitare di bucarsi tutte le braccia perché ha difficoltà a trovare la vena dove iniettarsi l'eroina. Con molta accortezza e pazienza gli operatori che lavorano in strada raggiungono le persone che fanno uso di sostanze e cercano di aiutarle a farsi meno male possibile. Perché è questo l'obiettivo, limitare il danno, innanzi tutto. Alla richiesta della ragazza arrivano risposte e spiegazioni. Le viene dato pure un farmaco. «Non sarebbe più facile dirle che è meglio lasciar perdere?», chiediamo con finta ingenuità. Perché la risposta, è inutile negarlo, non possiamo non conoscerla. «Noi cerchiamo sempre di dissuadere le persone, ma c'è una grande determinazione. Di fronte a questo ci sono due strade. Quella di voltarsi dall'altra parte e far finta di nulla o far sì che chi usa sostanze lo faccia limitando al massimo il danno», ci risponde Alice Damiani, psicologa che coordina l'equipe. L'abbiamo incontrata qualche tempo fa ad ArcellaBella, la manifestazione estiva che si svolge al Parco Milcovich, dove fanno attività informativa. Non solo sulle sostanze in realtà, ma anche attività di prevenzione di malattie che si possono trasmettere sessualmente. Tutti argomenti non facili da trattare, per questo il loro è un lavoro preziosissimo. Li abbiamo seguiti in una delle loro uscite e quello che abbiamo scoperto forse non ci ha così sorpreso ma fa certamente riflettere. «Sono vent'anni che percorro queste strade - spiega Armando Filippin, collega operatore - e non si può certo dire che le cose non sono cambiate. Abbiamo fasce di persone over 50 come ragazzini di vent'anni o meno. Fino a minorenni». Non stupisce ma impressiona che tanti ragazzini utilizzano eroina. La inalano, per questo l'equipe del progetto Route4 distribuiscono loro delle stagnole senza piombo. Chiediamo se i ragazzini che si avvicinano a questa sostanza sanno che anche se non iniettata porta ugualmente a dipendenza. «Molti di loro devo dire che lo sanno - spiega Alice Damiani - ma questo non li fa dissuadere dall'usarla». Ci sono già ragazzini che chiedono il metadone. Troppo spesso, come tutte le situazioni che non sono gradevoli da vedere, si è portati a pensare che "i drogati" sono persone che fanno parte di un mondo a parte. Non è così. «Ci sono tante persone che raggiungiamo in strada ma c'è anche chi ci contatta privatamente. La maggior parte delle persone che si rivolgono a noi praticano un utilizzo ludico delle sostanze senza magari rendersi conto che questo può portare a un uso problematico. Per questo operiamo nei luoghi di divertimento e socialità. Poi bisogna anche considerare che non ci sono solo le sostanze illegali, ma ci sono anche la nicotina e l'alcool. Pur essendo consentito l'uso fanno comunque danni se assunte in certe quantità per un periodo prolungato». 

Route4 è il risultato di un lavoro di co-progettazione con il Settore Servizi Sociali e sviluppato grazie alla collaborazione di diverse realtà tra le quali  ULSS 6 Euganea Dipartimento per le Dipendenze,  COSEP Società Cooperativa Sociale, Noi famiglie padovane contro l’emarginazione, Cooperativa Sociale Equality, Croce Rossa Italiana Comitato di Padova, Associazione Medici in Strada Padova, Associazione Avvocato di Strada, Associazione Tipsina, Associazione La Strada Giusta, ITARDD Rete Italiana Riduzione del Danno, Associazione Mimosa. 

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