Attualità Riviere / Piazza Antenore

Vertenza "caporalato", Bm Service richiama in causa Grafica Veneta

Ancora un colpo di scena nella vicenda dei lavoratori sfruttati: Bm Service disponibile a risolvere la vertenza ma respinge tesi che lavoratori coinvolti fossero tutti loro dipendenti e chiama in causa, ancora una volta, Grafica Veneta

Ancora un colpo di scena nella vicenda dei lavoratori sfruttati, anzi per meglio dire schiavizzati, che coinvolge la trentina BM Service e la padovana Grafica Veneta. Bm Service presente in Prefettura per la prima volta per incontrare i sindacati (Adl Cobas, Fiom e Cgil), Prefetto e vice questore, si è detta disponibile a risolvere la vertenza ma respinge la tesi che i lavoratori coinvolti fossero tutti loro dipendenti e chiama in causa ancora una volta, Grafica Veneta. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

L'amministratore giudiziario di BM Service, nominato dal tribunale di Padova, Riccardo Bonivento, ha incontrato in Prefettura i sindacati, Cgil, Fiom e ADL Cobas, per trovare una soluzione per quei lavoratori che la stessa cooperativa costringeva a pratiche disumane. BM Service in questi anni ha "venduto" lavoro a diverse aziende, tra cui Grafica Veneta. Lo scalpore che la vicenda ha creato ha travalicato i confini nazionali proprio per il coinvolgimento dell'azienda che stampa i più importanti best seller mondiali, da Barak Obama ai libri di Harry Potter. Come si evince da quanto scritto dal Gip Domenico Gambardella, la vicenda è tutto fuori che terminata: «Grafica Veneta è perfettamente consapevole del numero di ore necessarie per svolgere il lavoro che appalta e non a caso, disponendo delle timbrature dei dipendenti BM Service, ha fatto di tutto per non consegnarli alla Polizia giudiziaria». Bonivento non ha voluto entrare nel merito dell'incontro anche se ha risposto a diverse domande da parte dei giornalisti presenti: «L'azienda ora sta operando con una quarantina di dipendenti per alcune ditte trentine, le commesse venete sono saltate, come saprete. Chi lavora a BM Service non sono persone così inesperte da non conoscere i loro diritti, hanno una certa esperienza. Certo, le dinamiche di sfruttamento ci sono state e vanno approfondite dalla magistratura». 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Se nella trattativa con Grafica Veneta, in particolare con il suo avvocato, Emanuele Spata, il dialogo in pratica non è mai decollato, quello tra i sindacati e l'amministratore giudiziario Riccardo Bonivento nasceva con i migliori auspici. Se c'è uno interessato a risolvere al meglio questa prima vertenza è sicuramente lui. La B.M. Services di Lavis (provincia di Trento) era gestita fino al momento degli arresti, da Arshad Mahmood Badar e dal figlio Asdullah, entrambi pakistani. Entrambi sono finiti in carcere insieme ad altri tre connazionali con l'accusa di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro. E' importante evidenziare che il quadro dipinto dagli inquirenti è davvero sconcertante: i Badar avevano alle loro dipendenze circa 35 connazionali costretti a vivere tutti ammassati in due piccoli appartamenti. Venivano da lì prelevati alle 5 del mattino con dei pullmini e portati all’interno di Grafica Veneta dove rimanevano per applicare bollini e fascette ai bestseller. Una tesi che il legale dell'azienda smentisce anche se due manager della stessa azienda hanno avuto la stessa sorte dei due caporali pakistani: arrestati. I due manager, Giorgio Bertan (43 anni) e Giampaolo Pinton (59 anni), rispettivamente amministratore delegato e responsabile della sicurezza. Secondo gli inquirenti erano al corrente di quanto accadeva ai lavoratori, dentro e fuori dall'azienda. Eventualità che Grafica Veneta respinge con forza. Su questo punto ci si dovrà per forza tornare perché tra le obiezioni poste sul tavolo dall'amministratore giudiziario Bonivento c'è proprio questo aspetto. Per lui, al contrario per il legale di GV, Emanuele Spata, quelli erano dipendenti dell'azienda e non di BM Service. 

ADL e Fiom

Pieretti di Adl Commenta «Di positivo c'è che i lavoratori sono stati pagati per quanto riguarda il mese di luglio e agosto, ma secondo dei contratti che non rispettano le ore effettive che i lavoratori effettivamente facevano. Sarà nostro compito dimostrarlo nei prossimi giorni». E' ironico Pieretti quando racconta che secondo i Badar, ora appunto detenuti, i lavoratori dipendevano da Grafica Veneta e non da BM Service. «Un aspetto che va chiarito, per questo abbiamo fatto la richiesta di avere tutti al tavolo: BM Service rappresentati da Bonivento, i legali dei Badar e quello di Grafica Veneta». Anche la Fiom, nella persona di Loris Scarpa, evidenzia le contraddizioni di questi incontri: «Alla fine questi lavoratori non li vuole nessuno, né Grafica Veneta che BM Service. Che ci fossero dei lavoratori di BM Service che lavoravano in nero a Grafica Veneta è qualcosa che dimostreremo nei prossimi giorni. Non è questo il modo di lavorare e di far lavorare, questo Paese. Siamo in debito di dignità rispetto a questi lavoratori». 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vertenza "caporalato", Bm Service richiama in causa Grafica Veneta

PadovaOggi è in caricamento