rotate-mobile
Attualità

Coldiretti Padova al Vinitaly: «La guerra ha influito su aumento costi dai tappi al trasporto»

Bressan: «È un problema sentito da tutti i viticoltori, dai Colli Euganei alla pianura. Le nostre 3.500 aziende sono impegnate su 8 mila ettari di vigneti nella produzione di poco inferiore al milione di quintali d'uva e ora si trovano ad affrontare i maggiori costi di produzione che pesano sui bilanci»

A causa della guerra in Ucraina sono aumentati del 35% i costi per il vino italiano con un impatto pesante sulle aziende vitivinicole. É l’allarme lanciato dalla Coldiretti oggi, 11 aprile, all’incontro sull’impatto del conflitto sulla vita quotidiana delle aziende vitivinicole, organizzato all’Auditorium Verdi al Vinitaly di Verona, con la prima mostra per “toccare con mano” la classifica degli aumenti nel bicchiere. Gli incrementi in termini assoluti per le imprese del vino sono in media di 6.886 euro secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea.

L'allarme

«È un problema sentito da tutti i viticoltori, dai Colli Euganei alla pianura - afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, presente al Vinitaly con una folta delegazione di imprenditori padovani del settore viticolo - Le nostre 3.500 aziende sono impegnate su 8 mila ettari di vigneti nella produzione di poco inferiore al milione di quintali d'uva e ora si trovano ad affrontare i maggiori costi di produzione che pesano sui bilanci. Fortunatamente la qualità è ottima e la risposta del mercato, sia interno che estero, non manca, ma lo sforzo sostenuto dai nostri imprenditori quest'anno è notevole, senza contare l'incognita del clima che da un giorno all'altro potrebbe stravolgere la produzione. Per difendere il patrimonio vitivinicolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione, con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro, perché tutelare il vino significa tutelare il principale elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare non solo all’estero ma anche sul mercato interno, a partire dal settore turistico».? Le aziende vitivinicole Made in Italy si sono così trovate a fronteggiare aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi che, spiega la Coldiretti, arrivano oggi a pesare sui bilanci per oltre un miliardo di euro. Una bottiglia di vetro costa più del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti. Ma i prezzi degli ordini cambiano ormai di settimana in settimana, rendendo peraltro impossibile una normale programmazione economica nei costi aziendali. Problemi anche per l’acquisto di macchinari, soprattutto quelli in acciaio, prevalenti nelle cantine, per i quali è diventato impossibile persino avere dei preventivi.

I costi

Aumentato anche il trasporto su gomma del 25% al quale si aggiunge, continua la Coldiretti, la situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%. In generale, secondo il global index Freightos, importante indice nel mercato delle spedizioni, l’attuale quotazione di un container è pari a 9.700 dollari contro 1.400 dollari di un anno fa. La situazione di difficoltà si evidenzia anche dall’andamento delle vendite che, rileva Coldiretti, per il 55% delle cantine italiane sono diminuite nel 2022, mentre per il 42% sono rimaste invariate e solo un 3% dichiara di averle aumentate. Gli effetti delle tensioni commerciali legate al conflitto si ripercuotono anche sull’export dove oltre quattro cantine su dieci (43%) affermano di aver ridotto le spedizioni. Sino ad oggi l’incremento dei costi è stato scaricato esclusivamente sulle spalle dei viticoltori, come dimostra il fatto che il prezzo del vino, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, è addirittura diminuito dell’1,2% e dello 0,4% nei primi due mesi del 2022, per poi crescere appena dello 0,5% a marzo, in netta controtendenza con i rincari, spesso a doppia cifra, di tutti gli altri prodotti alimentari.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coldiretti Padova al Vinitaly: «La guerra ha influito su aumento costi dai tappi al trasporto»

PadovaOggi è in caricamento