"Tracce di anime esposte": la rinascita dopo la malattia attraverso la pittura su corpo

"Volontà di Vivere", il calendario 2020 e una mostra di body painter che ha incontrato individualmente nove volontarie, per permettere di fare emergere le immagini

Un regalo originale, che racconta una storia originale. Il progetto “A pelle nuda – Tracce di anime esposte”, promosso dall’associazione Volontà di Vivere, si ispira alla tecnica giapponese del Kintsugi, che consiste nella riparazione con oro o argento di oggetti in ceramica. In questo modo la frattura non viene nascosta, ma conferisce unicità, e quindi maggior pregio all’oggetto. La storia di questo progetto, con brevi e intense testimonianze delle donne che ne hanno fatto parte, è stata raccontata dall’associazione in un calendario.

Il progetto 

Tutto è cominciato lo scorso maggio grazie alla disponibilità dell’artista padovana Luana Bertotti, body painter che, anche per condividere la propria esperienza personale, ha incontrato individualmente nove volontarie, tutti operate di tumore al seno, per permettere di far emergere immagini e soggetti, e successivamente ha realizzato sul loro corpo delle vere opere d’arte, curandone anche la fotografia. Il progetto, realizzato per il quarantesimo anno di Volontà di Vivere, che offre sostegno al paziente oncologico e in particolare alle donne operate al seno, è nato da un incontro tra Luana Bertotti e la presidente dell’associazione Anna Donegà e ha inteso promuovere, attraverso i dipinti sulla pelle, una maggiore consapevolezza della bellezza del corpo, anche con le cicatrici e i mutamenti che seguono un intervento chirurgico di mastectomia o quadrantectomia. L’esperienza è stata intensa per tutte le partecipanti che hanno voluto, nonostante la sua dimensione profondamente intima, condividerla con un calendario e una mostra fotografica, che sarà visitabile nel 2020, per sensibilizzare la cittadinanza sul tumore al seno e sull’importanza delle prevenzione.

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Le testimonianze

«Quando ho vissuto il cancro sulla mia pelle – ha detto Luana Bertotti – ho pensato che pennelli e colori avrebbero avuto più senso se avessi fatto qualcosa per le altre. Rendendomi utile, questo volevo e credevo di fare. Non sapevo che sarebbe stata un’esperienza di condivisione profonda, che avrei avuto l’opportunità di mettermi in ascolto vero, di comprendere il vissuto di altre persone e che lo schiudersi dinanzi a me di queste anime sarebbe stato un privilegio commovente. Ecco quello che questo percorso è stato per me: un onore, un onore vero». Una condivisione profonda che emerge con evidenza nelle testimonianze delle donne che hanno partecipato al progetto. Solo per fare alcuni esempi, febbraio: “Dipinto. Colori. Un'esperienza che mi ha permesso di elaborare il percepire delle mie emozioni, andando oltre il silenzio delle ferite, regalandomi tenerezza e comprensione”. Ottobre: “Una ferita, un buco nero che potrebbe inghiottirti e trascinati nell'oscurità... Grazie alla pittura sul corpo la cicatrice di un passato doloroso si trasforma in un'esplosione di gioia di vivere!”. Maggio: “Mi sono guardata allo specchio di più in questo giorno che in tutti gli ultimi 7 anni messi insieme. Resterà il segno, anche se il colore se ne andrà!”. E così via per i dodici mesi del 2020. Per ricordarci, giorno per giorno, che le nostre ferite ci arricchiscono e ci rendono uniche. Il calendario si può richiedere al numero 049.8025069, o scrivendo all’indirizzo associazione@volontadivivere.org, o recandosi personalmente alla sede di via Matteotti 27.

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