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Zaia: «L'Italia si colora di arancione. Chiudere la scuola una opzione. Parametri da rivedere»

«Penso che la correlazione con l’apertura della scuola ci sia. I giovani che hanno spesso una carica virale alta ma sono asintomatici portano nelle famiglie il virus. La scuola diventa così veicolo di contagio»

Anche quest'oggi, primo marzo, il presidente della Regione Luca Zaia aggiorna sull'emergenza coronavirus in Veneto. Nell'appuntamento di questa mattina, presenti l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin ed il direttore generale della sanità veneta, Luciano Flor.

Numeri

Il Presidente apre con i numeri sulla diffusione del contagio aggiornati alle ultime ore: «Sono 603 i postivi nelle ultime 24 ore, l’incidenza è del 5,70. Complessivamente sono 334.250 i positivi dall’inizio del contagio. I ricoverati ad oggi sono 1334: di questi 1195 sono ricoverati in area non critica mentre 139 si trovano in terapia intensiva. Siamo a 9852 i morti, 5 nelle ultime ore. 16049 i dimessi ad oggi».

Scuole

Il Presidente Zaia è preoccupato: «L’Italia si sta colorando di arancione. Il primo motivo è di certo da dare al fatto che le scuole sono aperte. Certo c’è il caldo e gli assembramenti di cui si parla anche oggi possono incidere, ma basta guardare i dati epidemiologici dell’intero Paese. Molte delle regioni che sono oggi arancioni sono in sofferenza. Penso che la correlazione con l’apertura della scuola ci sia. I giovani che hanno spesso una carica virale alta ma sono asintomatici portano nelle famiglie il virus. La scuola diventa veicolo di contagio». Il Presidente ci tiene a evidenziare che non è una decisione che si prende a cuor leggero: «Noi sappiamo bene che chiudere la scuola è una sconfitta. Ma è la scienza a darci questa indicazione. Sulla scuola abbiamo l’obbligo dell’obiettività. Chi ha aperto prima di noi le scuole oggi le sta chiudendo. Immagino ci sarà un nuovo incontro con il Governo dove si parlerà di questo. Siamo preoccupati, c’è ancora un mese d’inverno. Rischiamo di arrivare fino a fine aprile in situazione critica. Il virus c’è, lo ripetiamo tutti i giorni». Il Presidente ha poi ribadito: «Penso che l'approccio sulla scuola deve essere tutto fuorché ideologico». 

Parametri

Dello stesso avviso è anche il professor Flor, direttore generale della sanità veneta: «Siamo di poco in crescita, ma nell’ultima settimana siamo saliti. Continuiamo a dimettere pazienti ma sono più quelli che entrano che quelli che escono dalla rianimazione. Con i numeri che abbiamo oggi è impensabile chiudere: ma è indubbio che i segnali che abbiamo sono di una ripresa della malattia. Abbiamo l’ RT che cresce. Siamo lontanissimi dai numeri che imporrebbero la chiusura delle scuole. Ma se ci arrivassimo a quei numeri, forse sarebbe troppo tardi. Forse bisogna rivedere i parametri fissati dal Dpcm».

Vaccini

Sul tema dei vaccini ecco cosa ha dichiarato il professor Flor: «Somministreremo tutti i vaccini che arrivano perché abbiamo la scorta per poter fare il richiamo che garantiamo a chi ha avuto la prima dose. Da ora in avanti possiamo pensare di accelerare molto la somministrazione». 

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