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Zaia: «Rispetto alla prima ondata abbiamo 2700 ricoverati in più»

«In questa seconda ondata siamo stati graziati dal fatto che le terapie intensive non sono aumentate in modo esponenziale. Domani, martedì 24 novembre, presenteremo la nuova ordinanza regionale»

A livello regionale sono 2520 i nuovi casi registrati in Veneto nelle ultime 24 ore. 1131 le persone sono uscite dall'isolamento, 306 le persone in terapia intensiva (+9), 37 i nuovi decessi ma 2701 ricoverati complessivi negli ospedali del Veneto (sommando i ricoveri in area non critica e in terapia intensiva): «Abbiamo superato - ha dichiarato durtante la consueta conferenza stampa delle 12 e 30 dalla sede della Protezione Civile di Marghera - di gran lunga il numero di ricoveri massimo negli ospedali del Veneto. Rispetto alla prima ondata abbiamo 2700 ricoverati in più. In questa seconda ondata siamo stati graziati dal fatto che le terapie intensive non sono aumentate in modo esponenziale. Domani, martedì 24 novembre, presenteremo la nuova ordinanza regionale. Poco importa che quella vecchia sia scaduta domenica visto che il suo valore era soprattutto per il fine settimana».

Covid

Il Presidente ha anche presentato un importante aggiornamento sui decessi legati al Covid dall'inizio della pandemia in Veneto: in area non critica negli ospedali è avvenuto il 56% dei decessi totali in Veneto. Quasi il 23% (698 morti) dei decessi Covid è avvenuto nelle Rsa. 465 i decessi avvenuti a domicilio dall'inizio dell'emergenza (si tratta di malati terminali o con gravi patologie pregresse). «Zona gialla non significa essere al sicuro: dobbiamo essere preoccupati dell'effetto boomerang. Tutti dicono che il Veneto sta gestendo bene la situazione, ma non funziona così, non può essere solo una faccenda ospedaliera». Zaia ha richiamato ancora una volta i cittadini al senso di respondabilità, per evitare che la situazione possa sfuggire di mano.

Ristori

Il Governo, con l'ultimo Dpcm, aveva annunciato ristori per le regioni che avessero deciso di imporre misure restrittive aggiuntive a quelle previste dalla "zona covid" di competenza. «Ho chiesto i ristori al Governo, più volte anche per i lavoratori dello spettacolo e nel settore delle discoteche - ha spiegato Zaia - ricordo che il premier aveva detto che le Regioni avrebbero potuto allargare i cordoni o imporre in modo autonomo delle misure restrittive con un conseguente piano di ristoro nazionale per supportare le attività commerciali. Lunedì mattina abbiamo preparato anche le linee guida per l'apertura delle piste da sci. Se non aprissero sarebbe un colpo durissimo per l'economia. In più vorremmo che, se a Cortina non si potesse sciare anche a pochi chilometri di distanza in Austria il divieto venga rispettato. Non voglio però che il tema sull'apertura delle piste da sci sposti l'attenzione sulla situazione negli ospedali. La decisione finale spetterà al Comitato tecnico scientifico».

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