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Zaia: «Da sabato in Veneto il 50% di rinunce al vaccino. Un dato allarmante»

«Stiamo scontando, da sabato, un 50% di defezioni a partire da sabato. Persone che non si presentano all'appuntamento per il vaccino senza avvertire. Il lusso di non avvisare non è accettabile». Intanto per precauzione la Procura di Biella ha sequestrato un altro lotto Astrazenica

«La procura di Biella ha bloccato un’ulteriore lotto di Astrazeneca. In via precauzionale, per carità. E’ il lotto AZ5811. La campagna vaccinale è messa a dura prova da queste situazioni. E riguarda tutta Italia, non solo noi. Questo è un altro duro colpo alla campagna vaccinale, già c'è troppa diffidenza. Ma di vaccini ne abbiamo bisogno, magari li avessimo avuti prima. I lotti Johnson and Johnson arriveranno per metà aprile». E' il tema del giorno e non potrebbe essere altrimenti, quello dei vaccini ed è soprattutto di questo che il Presidente Luca Zaia ha parlato durante il punto stampa delle 12 e 30 dalla sede della Protezione Civile di Marghera. Spiega l'assessore Lanzarin: «Il lotto AZ5811 comprendeva 41300 dosi, ne abbiamo usate 20954. Tenerne altrettante ferme porta un danno serio». C'è un altro dato che non va sottovalutato: «Stiamo scontanto un 50% di defezioni a partire da sabato. Persone che non si presentano senza avvertire. Il lusso di non avvisare non è accettabile». Si parla di migliaia di defezioni. 

Vaccini

«Serve chiarezza subito per capire se esiste o meno una correlazione tra vaccini AstraZeneca e decessi. Siamo imbarazzati per il 50% delle defezioni registrate nella popolazione che ha rifiutato il vaccino AstraZeneca. Alla gente che non vuole più vaccinarsi chiedo almeno di disdire l'appuntamento preso in modo da non costringere le Ulss a buttare via dosi. La mia solidarietà al direttore Francesco Benazzi dell'Ulss 2 - Marca trevigiana che sabato si è trovato con mille dosi di vaccini rifiutati dagli insegnanti. A questa gente che rifiuta le dosi, nel caso in cui cambino idea, dovrebbero essere inseriti in fondo alla lista. A Venezia abbiamo avuto il 54% di rinunce. Chi non vuole vaccinarsi se ne può stare a casa, fate come volete ma la Comunità scientifica ci dice che, dopo una mole incredibile di vaccini fatti, le dosi di AstraZeneca sono sicure. Dobbiamo andare avanti: su 30mila ospiti delle Rsa a dicembre avevamo 3500 contagiati oggi poco più di un centinaio. Gli anziani del Veneto saranno inseriti in una lista di attesa dell'Ulss e chiamati in anticipo se ci saranno altre rinunce da parte di insegnanti o categorie con priorità. Gli anziani con patologie saranno vaccinati con Pfizer e Moderna. AstraZeneca sarà utilizzato anche per gli Over 65 solo su persone senza patologie. Gli Over 80 saranno vaccinati tutti entro l'ultima settimana di marzo e stanno venendo chiamati con una lettera. Le altre categorie si prenotano su piattaforma digitale.“

Ricoveri

«Stiamo vivendo un momento tragico e difficile - continua il Presidente - in Veneto la pressione ospedaliera sta crescendo ma è ancora sostenibile. Di questo passo tra una decina di giorni avremo 300 ricoverati in terapia intensiva. Tutte le attività ospedaliere continuano per ora nonostante il passaggio in "rosso". La zona rossa arriva in virtù di una legge nazionale, ispirata dai parametri del Comitato tecnico scientifico. A dicembre non siamo andati in zona rossa perché i parametri erano diversi rispetto a oggi. L'indice Rt è stato abbassato da 1,50 a 1,25 per entrare in zona rossa ed è stato introdotto il parametro dell'incidenza dei 250 casi su 100mila abitanti. Il Veneto non ha deciso di chiudere le scuole - continua il Governatore - A gennaio avevamo chiuso solo le superiori e la scorsa settimane in arancione avevamo chiuso le scuole dalla seconda media in su. Quella di oggi è la prima chiusura di ogni ordine e grado dopo quella del lockdown di marzo. Gli atti eroici non si possono fare: la chiusura delle scuole è una decisione nazionale presa dal Ministero dell'Istruzione. Ci stiamo interessando per i ristori e per i congedi parentali. Se dovessimo fare il "liberi tutti" non riusciremmo più a curare negli ospedali chi si ammala. Le restrizioni non si possono portare avanti all'infinito. Non è rispettabile chi dice e pensa che il virus non esiste o è frutto di chissà quale cospirazione. Non stiamo certo qui per tenere in piedi una farsa» conclude Zaia.

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