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Zaia: «Se tasso occupazione ospedali è al 2% è grazie ai cittadini vaccinati»

«Nessuno vuole imporre il vaccino, ma è giusto che la Regione metta tutti nella condizione di poterlo fare. Il 26% dei presenti in terapia intensiva sono non vaccinati»

Il Presidente del Veneto Luca Zaia è intervenuto nella giornata di giovedì 12 agosto, per un nuovo appuntamento con la stampa dedicato all'emergenza coronavirus nella nostra Regione.

Dati

Per quanto riguarda i dati che provengono dagli ospedali veneti, il presidente Zaia ha spiegato che oggi vi sono 206 pazienti totali, di questi 178 sono in area non critica, vale a dire 15 in mento rispetto a ieri, mentre altri 28 si trovano in terapia intensiva, cioè 3 in più rispetto a ieri. La differeza è di -12 pazienti, una fase quindi di «de-ospedalizzazione» rispetto a ieri, così come l'ha definita Luca Zaia.

Agosto

Zaia ha anche parlato di agosto come di «un mese decisivo, non dico che sia tutto finito ma ci giochiamo molto nei prossimi giorni». Poi Zaia ha annunciato che «da domani [venerdì 13 agosto] in Veneto avremo l'accesso diretto ai centri vaccinali per i soggetti dai 12 ai 18 anni». Si tratta di fatto di un'anticipazione circa la sollecitazione rivolta a tutte le Regioni d'Italia proprio in una lettera inviata ieri dal generale Figliuolo. Altra importante novità rivelata quest'oggi dal presidente del Veneto riguarda la possibilità di anticipare le seconde dosi di vaccino per chi abbia già maturato tempo a sufficienza dalla prima somministrazione: «Da domani, venerdì 13 agosto - ha dichiarato Zaia - chi vuole anticipare la seconda dose, avendo già maturato i 21 giorni dalla prima dose di Pfizer o i 28 giorni per Moderna, può presentarsi in un centro vaccinale e chiedere l'anticipo senza prenotazione».

Vaccini

Il Presidente ha sottolineato il fatto che il vaccino è assolutamente volontario, ma ne esalta i benefici spiegando con un dato la conseguenza della scelta di non volerlo fare: «Nessuno vuole imporre il vaccino, ma è giusto che la Regione metta tutti nella condizione di poterlo fare. Il 26% dei presenti in terapia intensiva sono tutti non vaccinati. I non vaccinati poi finisce che ce li troviamo in ospedale». 

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