Zaia: «Da due settimane il trend è positivo. Continuano a scendere i casi in terapia intensiva»

«Noi continueremo a fare i controlli, ma le aziende che sono ripartite sono in regola». La stoccata a De Luca: «La polemica di certi governatori mette il sud contro il nord e non il contrario»

«Il trend delle ultime due settimane ci dimostra che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Continuano a scendere i casi in terapia intensiva e anzi, per la prima volta da quando è cominciata l'emergenza i pazienti ricoverati per patologie diverse dal Coronavirus sono di più». Comincia così la conferenza stampa del Governatore Luca Zaia. Nella prima parte come sempre snocciola numeri che riguardano i tamponi effettuati, i positivi, gli isolati. « I dimessi sono 2089. I morti sono 918, diciotto più di ieri. Mortalità totale anche extra ospedaliera sono 1087 in totale, nella nostra Regione». 

Le parole di Zaia

«Abbiamo testato pazienti, medici e personale della sanità veneta che ciclicamente ripeteremo. Domani - annuncia Zaia - l'assessore alla sanità Lazzarin darà i dati rispetto alle case di riposo e si vedrà quali sono a contagio zero. E ce ne sono».  Poi con lo sguardo al 4 maggio, lancia la palla all Presidente del Consiglio: «Servono linee guide sul livello nazionale che ogni Regione calerà sul territorio con dei provvedimenti ad hoc. A me pare auspicabile  che ci sia un’apertura se c’è supporto scientifico. Da due settimane il trend ha la tendenza in diminuzione, sono dati incontrovertibili». Sui tempi si capisce che quindi non è una scelta che non spetta al Veneto: «Speravo ci fosse qualche segnale in questo limbo che ci separa dal 4 maggio, altrimenti quella rimane la dead line. Con i colleghi presidenti delle regioni ci siamo sentiti anche ieri in video conferenza. Alle 18 si è unito anche il premier Conte. Noi abbiamo consegnato un documento con richieste e indicazioni, vedremo cosa succede nei prossimi giorni».

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De Luca e voto

Poi prende la palla al balzo e controbatte al collega campano, De Luca: «Chi annuncia di chiudere i confini regionali o non sa di che parla o è chiaro che la sua è una provocazione. Vorrebbe dire impedire ai treni di partire, bloccare un Paese, cosa che poi non è pure possibile fare. Ma quando leggo Nord contro Sud mi sorprendo perché al limite è l'esatto contrario». Poi stimolato, ha ribadito la sua idea sul voto: «Se si va a votare il prima possibile, ai primi di luglio, se si riparte il 4 maggio non si può dire che non ci sarà nessuno in giro. Non si va a votare domani mattina. Ed è giusto che i cittadini eleggano i propri rappresentanti. Sembra che questa possa essere la proposta del governo alle Regioni, e le Regioni sono d'accordo. E' intelligente anche perché l'Oms ha certificato una nuova ondata di contagio in autunno. Prevedere le elezioni in autunno significa non andare più a votare e la proroga sarà ad libitum. I governatori in ogni caso devono avere pieni poteri, e questi escono solo dalle urne, per gestire la sanità e fare il bilancio, e non è un caso che la sessione canonica per le elezioni sia in primavera».Critico invece sulla possibilità di andare al voto il 15 settembre: «Si farebbe campagna elettorale da ferragosto. Oltretutto bisogna pure depositare le liste una settimana prima, con eventuale fase du raccolta, quindi. A me non pare una gran pensata». 

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