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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Zan: «Zaia si deve decidere: Donazzan discrimina, è ora di dire basta»

Giovedì 23 giugno alle 18.00 in Campo San Geremia a Venezia circa 350 persone si sono radunate per chiedere le dimissioni dell'Assessora Donazzan

Giovedì 23 giugno alle 18.00 in Campo San Geremia a Venezia circa 350 persone si sono radunate per chiedere le dimissioni dell'Assessora Donazzan. Sono tante infatti le realtà e i singoli che hanno aderito al presidio lanciato dalla Rete degli Studenti Medi e dall'Unione degli Universitari, per ribadire che è inaccettabile avere in Regione una figura politica fascista e transfobica.

Dimissioni

«Adesso basta, vogliamo le dimissioni dell'Assessora Donazzan, è inaccettabile essere rappresentati da chi più volte si è dimostrata inadatta al suo ruolo», dichiara Marco Nimis, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Veneto. «Quello di oggi era un momento di piazza doveroso, necessario per ricordare Cloe, per chiamarla con il suo nome. È inaccettabile che l'Assessora Donazzan abbia scelto di non ammettere le sue colpe, che abbia scelto di non rispettare Cloe Bianco né di chiedere scusa. Ma le sue parole discriminatorie e di odio non ci sono nuove, come non ci sono nuove le sue dichiarazioni fasciste. E cosa dice chi l'ha fatta Assessora per ormai la terza volta? Pretendiamo i fatti dal Presidente Zaia, non ci bastano le parole, vogliamo le dimissioni di Elena Donazzan».

Cloe

«La tragedia di Cloe Bianco è l'ultimo terribile caso che accende i riflettori su una figura inadeguata e inopportuna, su una Assessora neofascista e transfobica, ma in Giunta non può esserci posto per una figura politica come lei: dimissioni subito». Sono le parole che ha usato il deputato padovano Alessandro Zan, che ha anche aggiunto: «Dobbiamo fare i conti con un Paese che ha il tasso più elevato di omicidi di persone transgender, con chi costruisce la propria politica su un linguaggio d'odio e discriminatorio. È il momento che le Istituzioni si prendano le proprie responsabilità e allontanino l'Assessora Donazzan, perché non può rappresentare né guidare 5 milioni di persone. Zaia deve intervenire ora: dimissioni subito».

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