"Aumenti per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni": mobilitazione Fsi-Usae

"Chiediamo - afferma Dario Nordio - l'immediato contratto di lavoro per il pubblico impiego fermo da oltre otto anni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

"È iniziata ieri, mercoledì 18 gennaio 2017, con la riunione della Segreteria Regionale e la conferenza stampa nella sede regionale, la campagna di mobilitazione della Fsi-Usae nell'ambito della vertenza nazionale per rivendicare aumenti salariali adeguati per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni centrali e locali (in cui vanno comprese anche scuola e sanità) e la sottoscrizione delle relative petizioni. Una vertenza per cui la Federazione chiede il coinvolgimento ed il sostegno di tutti i lavoratori delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, ovunque essi operino. Ne ha dato comunicazione Roberto Tosi, segretario regionale della Federazione del Veneto, che ha rammentato che Fsi-Usae nazionale ha rifiutato di sottoscrivere l'accordo intervenuto fra la ministra Madia e Cgil-Cisl-Uil (giudicandolo "inadeguato" e, dal lato economico, "scandaloso, un tradimento dei lavoratori") dichiarando aperta la vertenza ed espletando le relative procedure di raffreddamento del conflitto; di fatto aprendo la strada delle mobilitazioni regionali e locali. Con il mercoledì di ieri è iniziata la prima fase della vertenza e sarà quindi posto in distribuzione il relativo materiale informativo in tutte le amministrazioni pubbliche di questa Regione a cui faranno seguito le assemblee e le manifestazioni a carattere territoriale. Dario Nordio, coordinatore nazionale nonché segretario territoriale di Padova, a tale proposito ha fatto proprie le affermazioni fatte ieri dal segretario regionale Roberto Tosi e ha dichiarato: "I lavoratori del pubblico impiego hanno il diritto ad una equa retribuzione e a poter recuperare il potere di acquisto delle proprie buste paga che in questi otto ultimi anni si sono notevolmente assottigliate visto il mancato rinnovo contrattuale. Fsi-Usae rivendica da subito il riallineamento degli andamenti retributivi e contrattuali dei lavoratori pubblici con quanto già avvenuto per i lavoratori del privato con aumenti adeguati. Indica una cifra che, al netto degli 80 euro di decontribuzione, si può quantificare in 250 euro medie pro capite. L'accordo del 30 novembre fra la Ministra Madia e la "Triplice" tradisce gli impegni precedentemente assunti anche dagli stessi, non prevede aumenti per il 2013-2015, con aumenti medi pro-capite di 85 euro soltanto per il triennio 2016-2018, accordo che non mi sento proprio di condividere. Va infatti ricordato che dal 2010 per i lavoratori del pubblico impiego è in vigore il blocco delle retribuzioni pur con una sentenza della Corte Costituzionale del 2015 che ha dichiarato la riapertura dei contratti a partire dal luglio 2015 e quindi nel pieno del triennio 2013-2015, ma non ancora attuata dal Governo. E, nello stesso periodo, i grandi contratti di categoria del settore privato sono già stati rinnovati almeno due volte: prima per il triennio 2010-2012 e poi per quello 2013-2015, con degli aumenti che si aggirano rispettivamente sui 100 e sui 130 euro. E sono contratti che sono stati firmati da Cgil, Cisl e Uil. Questa vertenza pertanto sarà pure utopica per la scarsità delle risorse messe a disposizione dal Governo ma non certamente demagogica. Anche perché, mentre per i suoi lavoratori piange miseria, quando si è trattato di andare incontro alle banche questo Governo ha messo sul piatto 20 miliardi senza fiatare e senza una battito di ciglia". 
(Ufficio Stampa Fsi-Usae di Padova) 19 gennaio 2017, segretario territoriale: Dario Nordio" 

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