«Antidepressivi, non solo contro»: la ricerca mondiale guidata da un dottore padovano

Spiega il dottor Marco Solmi dell'Università di Padova: «I risultati di questo lavoro mostrano come non vi sia evidenza con un grado forte di credibilità che controindichi in termini assoluti la prescrizione di antidepressivi in persone con disturbo depressivo»

La ricerca che "riabilita" gli antidepressivi (foto Internet)

La prescrizione di antidepressivi è aumentata a livello globale, portandoli ad essere tra le medicine più prescritte. Tuttavia, in letteratura vengono pubblicati risultati contrastanti sulla loro sicurezza. In un nuovo studio pubblicati il 2 ottobre su "JAMA Psychiatry" un gruppo di ricercatori internazionale da Europa, America, Canada, e Asia hanno sintetizzato i dati da 45 meta-analisi raccogliendo le evidenze di oltre 1000 studi focalizzandosi specificamente sugli effetti sulla salute di questa classe di medicine. E i risultati di questa umbrella review sono che «attualmente nessun effetto negativo sulla salute è supportato da evidenza con un grado forte di credibilità (secondo vari criteri oggettivi quantitativi)».

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La ricerca

Come sottolineato dagli autori che hanno guidato il gruppo di ricerca, ovvero Elena Dragioti - ricercatrice presso Epidemiologia, Università di Linköping, Svezia - e il dottor Marco Solmi, medico, psichiatra e ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze dell Università di Padova, «i risultati delle precedenti meta-analisi che mostravano erroneamente un'associazione tra assunzione di antidepressivi ed eventi avversi sulla salute, erano gonfiati da errori metodologici. In particolare, gran parte dei lavori inclusi in questo studio misuravano l'effetto della malattia per cui gli antidepressivi erano prescritti (disturbo depressivo), e non l'effetto delle medicine. Inoltre, altre fonti di bias erano presenti nei lavori inclusi». Aggiunge il dottor Evangelos Evangelou, epidemiologo dell'Università di Ioannina, Grecia e dell'Imperial College di Londra: «Chiaramente, la risposta a qualsiasi cura va sempre monitorata attentamente, ma i dati che emergono da questo studio rassicurano sulla sicurezza degli antidepressivi». Conclude il dottor Solmi: «La malattia mentale è associata di per sé a maggiori malattie fisiche quali malattie cardiovascolari per esempio, come emerge da molti studi, e la cura in particolare dei disturbi depressivi può invece aiutare chi ne soffre ad avere più attenzione per la propria salute. Pertanto, attualmente «i risultati di questo lavoro mostrano come non vi sia evidenza con un grado forte di credibilità che controindichi in termini assoluti la prescrizione di antidepressivi in persone con disturbo depressivo». 

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