La Croce Verde, un secolo al servizio della città

Sostituiva il trasporto di ammalati e feriti che nella fine Ottocento veniva attuato con un carro trainato da un cavallo

Una barella del periodo della prima guerra mondiale (fonte: croceverdepadova.it)

croce verde ciclobarella-2I primi anni del secolo scorso furono caratterizzati a Padova da grandi trasformazioni che in particolare nel settore urbanistico cambiarono il volto della città. Tra le opere più importanti val la pena ricordare l'apertura nel 1901 di Piazza Duomo verso via S. Gregorio Barbarigo, lo sventramento del centro con l'apertura nel 1906 del Corso del Popolo, i Palazzi delle Poste nel 1913 e la Cassa di Risparmio nel 1914. E fu poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale che nacque a Padova la Croce Verde. Fino allora nel campo dell'assistenza pubblica si operava con sistemi ereditati dal secolo precedente: un'attività altamente lodevole svolta da numerose associazioni laiche e religiose basate sul volontariato. Il trasporto degli ammalati e dei feriti all'ospedale era attuato con lettighe e barelle trainate a mano o da cavalli e con una ambulanza coperta a trazione animale fatta costruire nel 1881. Proprio in quell'anno il Consiglio comunale deliberò infatti l'acquisto della "prima ambulanza" padovana. Si trattava di un carro coperto, tirato da un cavallo o da un grosso somaro, munito di una barella che veniva introdotta nell'interno del carro a mezzo di rulli. A cassetta potevano sedere due persone per la sorveglianza dell'ammalato.

UN PO' DI LEGGENDA. Come per molte altre associazioni antiche, anche le origini della Croce Verde sono avvolte un po' dalla leggenda. Si racconta che la Pia Opera sia sorta in seguito ad un pietoso episodio: alcuni amici uscendo una sera da una trattoria si imbatterono in un poveretto disteso a terra sofferente, abbandonato, bisognoso di cure, evidente dimostrazione della carenza di un pubblico servizio cui bisognava provvedere. L'episodio riportato dai giornali suscitò non poca impressione presso l'opinione pubblica che avvertì la necessità, subito condivisa da politici e amministratori, di isituire un servizio pubblico per il soccorso di ammalati e feriti. Nasceva così la Croce Verde: eravamo nel marzo del 1913 e l'istituzione fu annunciata ai cittadini con un manifesto affisso in varie parti della città. In dotazione l'ente appena istituito poteva disporre della prima ambulanza a motore: una vettura Fiat appositamente resa idonea al servizio dalla carrozzeria Calore, cui il Comune corrispose la cifra di ben... 13 mila lire. Il test di prova venne effettuato con un breve viaggio fino a Teolo dal presidente. Il primo servizio fu il trasporto dall'ospedale di guerra a Battaglia a quello centrale di Padova di due soldati feriti per i quali si richiedeva un intervento chirurgico. In questo modo aveva inizio a Padova l'epoca dei servizi assistenziali motorizzati.
 
I DONATORI DI SANGUE. Un importante evento che contribuì a rendere la Croce Verde ancora più amata e stimata dalla cittadinanza fu la creazione della sezione dei donatori di sangue; in quegli anni le trasfusioni non erano ancora praticate secondo una normativa scrupolosa come avviene oggi: infatti il sangue non veniva conservato e le donazioni avvenivano da braccio a braccio. Nella seduta del 28 marzo 1934 il consiglio accettò la costituzione di un gruppo di volontari donatori di sangue, e fu la prima iniziativa del genere a Padova che veniva a completare l'organizzazione dell'Ente tesa a migliorare i servizi. Nel 1953 la Croce Verde celebrò il 40esimo di fondazione e per l'occasione fece un bilancio oltremodo positivo: poteva definirsi fra le più efficenti pubbliche assistenze d'Italia per mezzi e personale a disposizione. Sempre in quell'anno, in primavera, si decise di premiare i donatori di sangue "fedelissimi" con un attestato, mentre a sua volta il centro trasfusionale di Padova offriva una targa d'argento in riconoscimento dell'opera svolta dai volontari donatori nel periodo 1951-1955.

UNA NUOVA SEDE. Il 9 dicembre 1968 veniva eletto un nuovo presidente, il rag. Giorgio Tedeschi, con il quale si iniziò a pensare ad una nuova sede. La Cassa di Risparmio si apprestava a celebrare il 150° anniversario di fondazione ed allo scopo erano allo studio varie possibilità di ricordare nel modo più degno questo importante anniversario. Così si fece largo l'idea di ricordare la storica data con il munifico gesto di aiutare la Croce Verde, da circa 60 anni al servizio della città: la Cassa di Risparmio decise di coprire tutte le spese per la costruzione della nuova sede che venne inaugurata in via Nazaret nel 1973.
 
UN GRANDE AMICO. Un grande amico e benefattore della Croce Verde fu l'industriale Daciano Colbacchini, discendente dalla celebre famiglia di fonditori di campane, personaggio mitico dell'atletica leggera italiana e dell'aviazione. Cuore generoso ed altruista era rimasto ammirato dell'attività benefica dell'associazione; tra lui ed il presidente Tedeschi si instaurò un vero legame di amicizia che si dimostrò concretamente con la donazione di una prima ambulanza alla quale ne seguirono altre. Colbacchini donò tra il 1973 e 1979 alla Croce Verde 5 autoambulanze perfettamente attrezzate, e fu la più considerevole donazione fatta da un privato alla Pia Opera.
 
LE DONNE MILITI. Durante la gestione Tedeschi maturarono molte iniziative, e senza dubbio tra le più importanti è da ricordare l'entrata ufficiale della donna nella Croce Verde come milite volontario. Era un grande passo, una meta tanto attesa: il 23 Aprile 1980 una quindicina di ragazze, dopo regolare preparazione, venivano promosse militi volontari e potevano dare inizio al proprio servizio, sempre e comunque contraddistinto dal volontariato.

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