MERICORDO. Il Burchiello, dal 1960 un vanto per la città di Padova

di Gianni Trivellato - In quell'anno l'Ente provinciale per il Turismo decise di riproporre l'antica imbarcazione lungo il Brenta, allo scopo di offrire ai turisti la splendida visione delle oltre 70 ville che vi si affacciano

Incisione anonima rappresentante il traino di un burchiello (1591) (fonte: paliodelruzante.org)

"Musa cantiam del padovan Burchiello la deliziosa, comoda vettura, in cui per Brenta viaggiasi bel bello, dal gel difesi e dall'estiva arsura...Parlo di quel vaghissimo naviglio di specchi, e intagli e di pitture ornato, che lungo il fiume avanza da cavai tirato". Così scriveva in un suo sonetto il Goldoni decantando il burchiello, un'imbarcazione celebrata da numerosi altri famosi personaggi, quali Casanova, Montaigne, D'Annunzio. Ai tempi della Serenissima, Padova e Venezia venivano collegati via fiume da queste imbarcazioni in legno, adibite al trasporto di passeggeri e merci, chiamate appunto burchielli, trainate da cavalli nel percorso da Fusina a Padova lungo la Riviera del Brenta. Con la caduta della Serenissima finì anche l'era degli antichi burchielli.

LA RINASCITA. Ricordo molto bene che agli inizi degli anni '60 Padova, oltre che "macchiarsi" di opere quanto mai inopportune come la copertura della deliziosa canaletta che andava dalla sede della Cassa di Risparmio fin quasi ai limiti del Prato, operò anche delle scelte felici, come quando l'Ente provinciale per il Turismo decise di far rinascere il Burchiello, allo scopo di offrire ai turisti la splendida visione delle oltre settanta ville che sorgono da Padova a Venezia, lungo il Naviglio della Riviera del Brenta, ville in gran parte legate ai nomi illustri del Tiepolo, del Palladio e del Veronese. Per l'occasione fu adibito allo scopo un bianco vaporetto veneziano e gli fu dato il nome di Burchiello. Alla fine degli anni '80 quel vaporetto andò in demolizione, ma nel frattempo erano stati allestiti altri burchielli che facevano regolari escursioni da Padova a Venezia e viceversa.

COME NEL '700. I burchielli che navigano lungo la Riviera del Brenta effettuano lo stesso percorso degli antichi burchielli veneziani del '700, portando migliaia di turisti, da marzo ad ottobre, in visita alla ville venete della Riviera del Brenta. L'attrattiva maggiore durante il percorso è rappresentata sicuramente dalle tre più importanti ville: Villa Pisani, Barchessa Valmarana e villa Foscari "Malcontenta". Villa Pisani è la più imponente e artisticamente più preziosa tra tutte le ville della Riviera del Brenta. Venne iniziata nel 1720 e terminata nel 1736 per volontà della nobile famiglia Pisani. La villa si trova all’interno di un grande parco che ospita sculture, edifici vari e il labirinto, ricordato anche da Gabriele D’Annunzio. Molto interessanti sono anche le costruzioni delle scuderie, le torrette e le guglie. L’interno custodisce affreschi di Fabio Canal e Jacopo Guarana, Francesco Simonini, Giuseppe Zais, Carlo Bevilacqua e Giovanbattista Tiepolo.

VILLE LUSSUOSE. Villa Valmarana è ciò che resta della lussuosa villa acquistata dalla omonima famiglia nel 1734. Infatti all'inizio del 1900 fu abbattuto il corpo padronale, si dice per non pagare una pesante tassazione sui beni di lusso. La foresteria, unica parte aperta al pubblico, costituisce la parte più interessante, e ancora oggi conserva l'arredamento originale. Infine Villa Foscari detta La Malcontenta, realizzata dal Palladio per i fratelli Nicolò e Alvise Foscari nel 1558. La leggenda vuole che il termine Malcontenta prendesse nome dalla moglie di uno dei Foscari che fu qui confinata. La villa custodisce affreschi attribuiti a Giovanni Battista Zelotti e Battista Franco, due pittori del XVI secolo.

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