MERICORDO. Quando a Padova esisteva ''el giasaro''

di Gianni Trivellato - "Done! Done! Ecome qua, el giasaroooo!!". L'atteso uomo del ghiaccio si riforniva della sua preziosa merce alla Pilsen, fabbrica della birra che in passato aveva sede in piazza Insurrezione, allora piazza Spalato. Il ghiaccio acquistato durava in cucina fino a sera

Un carretto con del ghiaccio

Per un improvviso guasto dovuto alla sua veneranda età (anche gli elettrodomestici, come gli umani, non sono immortali), l'altro giorno ha improvvisamente smesso di funzionare il frigorifero di casa. L'intervento del tecnico chiamato a riparare il danno non è stato sollecito, come auspicato, per cui nell'ambito familiare disappunto e contrarietà sono aumentati con il passare delle ore. Da buon veterano dell'esistenza, prima che il tutto potesse sfociare in un autentico dramma casalingo, ho cercato di rammentare a grandi e piccini che il genere umano è sopravvissuto per millenni senza poter usufruire di un frigorifero.

EL GIASARO. E riaffidandomi ancora una volta alla memoria, ho raccontato che per conservare cibi e bevande nel migliore dei modi, nel passato le donne di casa si avvalevano del prezioso contributo offerto loro, ovviamente dietro pagamento, da un personaggio pubblico di cui mi pare di ricordare ancora lo squillare della sua voce per le strade di tutta Padova. ''Done! Done! Ecome qua, el giasaroooo!!''. La traduzione in corretta lingua italiana non è difficile: aggiungo che l'atteso uomo del ghiaccio si riforniva della sua preziosa merce alla Pilsen, fabbrica della birra che sempre in passato aveva sede in piazza Insurrezione, che fino alla metà del secolo scorso veniva chiamata piazza Spalato. Con i lastroni ben sistemati su uno spazioso carretto, trainato a mano, l'uomo del ghiaccio svolgeva il suo lavoro soprattutto nei mesi più caldi, e ricordo altrettanto bene che il ghiaccio acquistato durava in cucina fino a sera.

IN CAMPAGNA. Così in città, mentre in campagna (le mie origini paterne hanno radici in una realtà contadina, a Bagnoli di Sopra), non potendosi la gente del luogo avvalere del ''giasaro'', aveva trovato ugualmente modo di conservare cibo e bevande fino ad estate inoltrata. Rammento benissimo che nel cortile della casa di mio nonno, oltre al nutrito pollaio e al recinto dei maiali, v'era una montagnola di terra creata artificialmente nella quale si accedeva attraverso una porticina in legno fino a tre o quattro metri di profondità. Questa sorta di cripta sotterranea (che ovviamente soltanto le famiglie più abbienti potevano permettersi) veniva riempita d'inverno di neve e ghiaccio che appunto garantivano la buona conservazione soprattutto di insaccati e vini fino ad estate inoltrata. Oggi per fortuna è tutto meno problematico, in quanto ci sono i frigoriferi, anche se ogni tanto possono guastarsi...

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