MERICORDO. Sesso nel calcio: ai vecchi tempi solo al lunedì

di Gianni Trivellato - Nel mitico Padova di Rocco piena libertà in campo sessuale veniva concessa soltanto allo svedese Kurt Hamrin, che veniva da un paese dove usi e costumi erano indubbiamente molto più avanzati

Molte cose sono cambiate in questo nostro Bel Paese negli ultimi cinquant'anni. Basti pensare alla possibilità di dialogare grazie ad Internet con chi sta dall'altra parte del mondo, oppure di andare in vacanza con relativi pochi soldini alle Maldive o a Cuba. I nostri figli e nipoti non sopravvivono se non possiedono un telefonino portatile e un'auto anche di piccola cilindrata, mentre avere la prima esperienza sessuale al di sopra dei diciotto anni è quasi una vergogna inconfessabile. Nell'immediato dopoguerra e per parecchi anni successivi, le unioni di fatto erano sinonimo di cattivi costumi e avere un'amante con la quale tradire la propria consorte poteva costare addirittura il carcere.

CALCIO E AMORE. Queste leggi vigevano anche in campo sportivo ed in particolare nel calcio. Ricordo che nell'Inter del grande mago Herrera giocava un asso argentino dal nome altisonante, Anton Valentino Angelillo. Costui, nel bel mezzo di un campionato con la squadra nerazzurra in lotta per lo scudetto, si invaghì di una bella donna, la ballerina di night Ilia Lopez. Un vecchio detto sentenzia che l'amore non conosce frontiere, ma così non la dovette pensare don Helenio che cercò in tutti i modi di ostacolare quella relazione. Nel braccio di ferro che ne seguì tra allenatore e giocatore, chi ci rimise fu quest'ultimo costretto a lasciare l'Inter per essere ceduto alla Rometta di allora, squadra che non navigava certamente, al contrario di oggi, in buone acque.

LA GAZZETTA E ORONZO. A questo proposito, dal mio cassetto dei ricordi emerge un titolo della rosea gazzetta in occasione di una partita vinta dai capitolini allora in lotta per non retrocedere. A guidare quella Roma era un personaggio istrionesco, un focoso meridionale sempre in aspra polemica con i giornali e soprattutto i giornalisti del Nord che lo accusavano di usare la lungua italiana con il tritacarne. Costui si chiamava Oronzo Pugliese: e la Gazzetta, all'indomani di una sofferta vittoria giallorossa che poteva valere la salvezza dalla retrocessione, uscì a nove colonne in prima pagina con questo titolo: ''L'Oronzo galleggia''. Chi non ci crede può andare a Milano, nell'archivio del giornale rosa, e sfogliare le raccolte degli anni Sessanta.

SOLO AL LUNEDÌ. Sempre in quegli anni la ''dottrina'' calcistica in fatto di sesso e di rapporti amorosi era piuttosto severa, per non dire tirannica, anche nel mondo del calcio. A livello professionistico vigeva la regola per cui ad un calciatore era consentito di fare l'amore con la propria donna (meglio se sposa ufficiale) solamente al lunedì, perchè concedersi al sesso negli altri giorni, soprattutto in quelli precedenti la domenica, veniva considerato uno spreco di energie, sia fisiche che nervose. Nel mitico Padova di Rocco piena libertà in campo sessuale veniva concessa soltanto allo svedese Kurt Hamrin, che veniva da un paese dove usi e costumi erano indubbiamente molto più avanzati rispetto alla nostra bella Italia.

MISTERIOSE DIMISSIONI. Parlando sempre del passato, anche allora molti personaggi del mondo calcistico erano ''diversi'', mentre oggi i gay vengono tranquillamente accettati e mi pare giusto sia così, anche se approvando le unioni di fatto non condivido le adozioni di minori da parte di queste coppie ''unisex''. Oggi dunque Giovanni può convivere tranquillamente con Piero e Federico con Paolo senza suscitare scandali: ma trenta o qurant'anni fa si doveva vivere alla macchia celando i propri istinti considerati come un vero e propri insulto alla natura. Ricordo di un presidente della massima serie che si invaghì di un giocatore di colore cui, contravvenendo alle regole e alle diposizioni dell'allenatore, concedeva ogni genere di licenze e di permessi pur di poter contare sulle sue... grazie. Andò a finire che al termine di un burrascoso confronto, l'allenatore dette le dimissioni e lasciò la squadra che pure si trovava in buona posizione in classifica. Per gran parte della stampa e dell'opinione pubblica quelle dimissioni rappresentarono un mistero e ben pochi ne conoscevano le vere motivazioni che non erano certamente di natura tecnica. Non chiedetemi nomi e cognomi che non potrei rilevare neppure... sotto tortura.

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