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Venerdì, 7 Ottobre 2022
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A cura di Federica Scandolo

Studenti musicisti multati in strada, la riscossa nei locali: il jazz manouche dei Gypsy.Thief

Sanzionati lo scorso febbraio per aver suonato senza permessi davanti Coin, questo gruppo di sei ragazzi sta portando il jazz manouche in molti locali padovani. Li abbiamo incontrati

Le due chitarre in braccio a Gennaro Erminio e Andrea Buzzo, i due violini sulle spalle di Massimo Franceschini e Damiano Plebani, le percussioni, ritmate da Matuia Suppiej e il contrabbasso di Alberto Barban, sono la formazione dei Gypsy.Thief. Questi sei ragazzi, che studiano all'università e al conservatorio, sono uniti da una particolare idea di musica. Tutto è nato per le vie di Padova, quando, prima del nuovo regolamento comunale, ci dicono: "Era più facile trovare dei ragazzi e fare della musica per strada". Nonostante provengano da percorsi musicali differenti, sono riusciti a trovare il loro punto d'incontro nel jazz manouche.

GYPSY THIEF: ritmo frenetico e raffinato insieme. Questo particolare genere musicale, chiamato anche gipsy jazz "è un linguaggio musicale capace di unire sonorità mediterranee, indiane e dell'Europa dell'est allo swing". Ci spiegano poi che: "È stato 'fondato' da Django Reinhardt negli anni Trenta del Novecento. Nel jazz, ora come ora è rimasto un genere di nicchia, quindi non è cosi semplice imparare a suonarlo dal nulla ed è indispensabile ascoltare tanti brani e 'rubare' (appunto 'thief') le note da altri musicisti manouche".

LA MUSICA DI STRADA A PADOVA: il declino. Lo scorso febbraio furono multati dai vigili per non aver chiesto il permesso di suonare davanti a Coin. La sanzione, effetto del regolamento sugli artisti di strada adottato dal sindaco leghista Massimo Bitonci, ha fatto parlare di loro e ha rafforzato la loro voglia di esprimersi: "La cronaca ha già preso il suo corso e i fatti si sanno, ora noi continuiamo a promuovere l'arte della musica e pensiamo debba essere aperta a tutti, indistintamente, senza dover chiedere permessi".

SUONARE PER DIVERTIRE E DIVERTIRSI: "Noi, a Padova, ci troviamo bene. C'è una bella realtà di bar e locali che permettono di passare la serata a suonare; anzi, capita di presentarci direttamente con gli strumenti e di essere accolti con entusiasmo. Suonare per noi significa lanciare un brano e pensare solo a divertirci e a far divertire il pubblico".

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