Padova da Vivere

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Le aree naturalistiche di valle Millecampi, palude di Onara e bacino Valgrande-Lavacci

Nella provincia di Padova sono censite tre aree di interesse naturalistico. Di seguito una panoramica:

valle millecampi-2VALLE MILLECAMPI. Posta fra i comuni di Codevigo e la Laguna Medio Inferiore di Venezia, la zona è collocata nell’estuario veneto, nel ben più ampio e complesso ecosistema della laguna di Venezia, tra la fascia delle cosiddette "barene", le ampie distese tabulari, soggette a periodica sommersione per effetto della marea, ricoperte di particolari associazioni floristico-vegetazionali ed esclusive della zona costiera veneta. L’attuale assetto morfologico di valle Millecampi è diretta conseguenza degli interventi di regolazione idraulica e di utilizzo vallivo (Canale Taglio Novissimo, Canaletta Cavaizza e Canale Schirocchetto), effettuati durante la Repubblica di Venezia dalla fine del XVI secolo in avanti, e la conseguente gestione sotto forma di valle da pesca aperta/semiarginata. Ciò ha contribuito a consolidare l’attuale forma sub-elissoidale e a conservare fino ad oggi, anche se oramai in precarie condizioni, alcuni caratteristici manufatti, legati alle attività vallive in essere fino a pochi decenni fa, in alcuni casi di chiara origine rinascimentale (Casone Millecampi e Casone Prime Poste). Le caratteristiche ambientali rendono Valle Millecampi habitat ideale per numerose anatre di superficie e tuffatrici, per i trampolieri, per la Pettegola, la Sterna o Rondine di mare, il Fraticello e l’elegante Cavaliere d’Italia; numerose sono anche le specie che svernano; tra le più significative nel periodo autunnale-invernale abbiamo: gli svassi, gli aironi, le anatre di superficie, le anatre tuffatrici e i limicoli. Non mancano segnalazioni di specie rare quali: le Strolaghe, l’Airone bianco, la Cicogna nera, l’Aquila anatraia maggiore, la Poiana, i Cigni, le Gru, l’Avocetta e la Beccaccia di mare.

palude onara-2PALUDE DI ONARA. Sito posto fra i comuni di Tombolo (località Onara), Cittadella e San Giorgio in Bosco, lungo la fascia delle risorgive che originano polle d’acqua fredda da cui nasce il Tergola. La palude di Onara, zona di grande interesse naturalistico, è l’unica superstite di una serie di analoghe zone umide localizzate nel settore settentrionale della provincia di Padova, è stata originata dall’affiorare di un’unica falda freatica strettamente collegata al fiume Brenta. È attraversata dal fiume Tergola che ospita vegetazioni idrofile riferibili al genere Sparganium (fam. Sparganiacee), Glyceria (fam. Graminacee), lungo i bordi e al genere Potomogeton (fam. Potomogetonacee), nella porzione sommersa, tutte piante acquatiche o di ambienti umidi, rizomatose. La zona ha notevole interesse pubblico in quanto si tratta di un quadro di notevole bellezza naturale e di singolarità per l’aspetto vegetazionale e faunistico, dovuto al particolare assetto idrogeologico del sito che consente ancor oggi di godere di un raro ecosistema palustre. Nella zona sono inoltre presenti strutture architettoniche di interesse storico come la Chiesa di Santa Margherita.

panoramica bacino levacci-2BACINO LAVACCI-VALGRANDE. Sito posto fra i comuni di Sant'Urbano, Villa Estense e Granze di Vescovana, deriva dal vasto complesso di paludi, laghi e terre semi-sommerse che un tempo si estendeva tra le province di Verona e di Padova fino alle foci dell’Adige.Oggi appare un prezioso, raro, esempio di sistema di transizione. È una cassa di espansione del canale Masina, cassa creata nel 1929 con interventi successivi fino a trenta anni fa per ovviare a problemi di natura idraulica inerenti alla confluenza con il fiume Gorzone che era presente in corrispondenza del ponte di Carmignano. Tale bacino ha mantenuto in prevalenza l’originario uso agricolo, sviluppando però una fisionomia prettamente ambientale e naturalistica nella zona più a valle in prossimità della attuale confluenza dei due corsi d’acqua. Vi si riscontrano piccole e frammentate, ma complete, seriazioni di associazioni vegetali, che vanno dai boschetti ripariali (salico-populeti con esemplari di olmo), ai cariceti, dai fragmiteti al tipheto per terminare, negli specchi liberi d’acqua, differenziandosi secondo la mobilità della corrente, alle associazioni di idrofite a Ninphaea, Nimphodes e Lemna. Per la ricca varietà di ambienti e per il relativamente modesto disturbo arrecato dalle attività colturali che si esercitano nel contorno, compreso l’accesso agli argini con mezzi meccanici, nel biotopo sono presenti numerosissime specie dell’avifauna, dagli anatidi agli ardeneidi, non escluse specie rare e di spiccato interesse naturalistico (Martin pescatore, Merlo acquaiolo, Rigogolo, ecc.).

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