Lunedì, 17 Maggio 2021
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A cura di PadovaOggi

Storia, i dieci edifici religiosi più antichi di Padova e provincia

Il passante attento alla storia dell'architettura, è abituato, vagando per le viuzze di Padova e della sua provincia, alle facciate rinascimentali, al gusto gotico delle volte a sesto acuto e alla leggerezza dei palazzi che raccontano una storia di rinascita commerciale tardo-medievale. In verità, però, indagando la storia degli edifici del territorio, molto di più c'è da scoprire: storie molto più antiche e ricche, molto più radicate nel tempo, e, come sempre, la cartina al tornasole della storia cittadina sono i luoghi di culto. Ecco i dieci edifici religiosi più antichi di Padova e provincia, ordinati per data di fondazione.

DUOMO DI PADOVA
Piazza Duomo, Padova.

Data la sua facciata tardo seicentesca, verrebbe da pensare che la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta, meglio nota come Il Duomo, non abbia che cinque secoli di storia da sfoggiare. Nulla di più sbagliato. Una prima cattedrale, probabilmente dedicata a Santa Giustina, sorgeva in quel sito già alla fine del IV secolo. Ricostruita nel 900 dopo le razzie degli Ungari, subì ulteriori rimaneggiamenti radicali alla fine del XII secolo ad opera dell'architetto Macillo, assumendo infine la sua forma attuale dopo la costruzione della cupola maggiore su progetto di Giovanni Gloria e Giorgio Massari nel 1756. 

CHIESA DI SANTA GIUSTINA
Prato della Valle, Padova.

Tre sono i segmenti storici che dettano la vita della chiesa di Santa Giustina, una delle più iconiche basiliche di Padova. Un primo nucleo, in realtà una basilica di notevoli dimensioni, venne edificato dall'ostrogoto Venanzio Opilione nel VI secolo; dopo la distruzione avvenuta durante il terremoto del 1117, Santa Giustina fu riedificata con impianto romanico-gotico, con lavori progressivi che non si conclusero prima del XV secolo. Nel 1501, infine, si cominciò una nuova costruzione su progetto prima di Girolamo da Brescia, poi di Sebastiano da Lugano e quindi di Andrea Briosco, ma i lavori si protrassero per oltre un secolo. Da qui l'adagio padovano "Te si longo fa a fabrica de Santa Giustina".

ORATORIO DELLA SANTA CROCE 
Via Roma 27, Cervarese Santa Croce.

La prima menzione che si fa dell'Oratorio, tanto antico da dare parte del nome al paese di Cervarese, risale ad uno dei primi documenti scritti della Diocesi di Padova, risalente all'anno 874. Conteso in seguito fra i benedettini e l'imperatore Lotario II, fu dal Papa affidata ai monaci fino al 1866, quando per decreto del neonato Regno d'Italia fu trasformato in abitazione ad uso civile. Così rimase fino almeno agli anni '60 del secolo scorso, in attesa che interventi di valorizzazione e restauro davvero eccellenti lo trasformassero in quel gioiello che ora è. 

ORATORIO DI SAN MICHELE A POZZOVEGGIANI
Via Pozzoveggiano 4/6, Padova.

La piccola chiesetta di via Pozzoveggiani vede la sua esistenza attestata già da documenti risalenti al 918, ma venne abbandonata fin dal XVIII secolo a seguito della soppressione di molte chiese e monasteri voluta da Napoleone Bonaparte. La configurazione attuale risale al XII secolo, ed è uno splendido esempio delle influenze carolingie sugli stili locali, fortemente segnati dalla presenza bizantina.

CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Piazzale San Michele Arcangelo, Torre, Padova. 

Il primo documento in cui compare un'attestazione della torre di base romana attorno alla quale si sviluppava un edificio di culto è il Diploma di Berengario, datato 918: era essa un'aula absidata con accesso dai lati sud e ovest preceduti da un portico a colonne, in tipico stile romanico. Nel 1196 divenne chiesa arcipretale, e nel 1259 chiesa battesimale con piena autonomia religiosa. A partire dal 1778 prende forma, in seguito a restauri e riattamenti, l'attuale edificio

CHIESA DI SANTA SOFIA 
Via Santa Sofia 102, Padova.

La Chiesa di Santa Sofia, a tutti nota come la più antica di Padova, viene collocata a questo punto della lista perchè le prime testimonianze scritte che ne attestino l'esistenza sono datate 1123, ma il fatto inconfutabile che sia stata edificata su un precedente tempio latino dedicato ad Apollo lo rende il luogo di culto con continuità d'uso più lungo della città. La sua attuale apparenza risale per lo meno al 1170, quando i lavori vennero ultimati dopo almeno settant'anni e varie calamità, fra cui il famoso terremoto del 1117.

CHIESA DI SAN MARTINO
Via Dei Vescovi 15, Torreglia.

Nel cuore dell'antico borgo di Luvigliano, frazione di Torreglia, svetta l'antichissima chiesetta di San Martino, la cui fondazione è da collocarsi all'anno 1077, in età carolingia. La sua storia è fittamente intrecciata a quelle delle vicine Villa dei Vescovi e Villa Pollini, di cui fu dalla loro costruzione l'edificio di culto di riferimento.

CHIESA DI SAN SABINO
Via Mondonego, Torreglia.

Contemporanea della vicina Chiesa di San Michele, anche la Chiesa di San Sabino vede la luce nell'anno 1077. Sorge in posizione strategica, dominante sulle valli di Valderio e Vallorto, sul piccolo Colle della Mira che le conferisce una visuale panoramica mozzafiato. La sua inconfondibile torre campanaria sta probabilmente all'origine del toponimo Torreglia: "Turricola", piccola torre, veniva infatti chiamato il piccolo campanile che la sovrasta. San Sabino fu ricostruita nel XVII secolo e restaurata infine nel 1765, raggiungendo la sua attuale conformazione.

ABBAZIA DI PRAGLIA
Via Abbazia di Praglia 16, Teolo.

La storia dell'abbazia di Praglia è davvero molto complessa: certo è che il primo nucleo dell'edificio monastico fu fondato nel 1080 dalla famiglia dei Maltraverso per l'ordine benedettino, conosciuta in origine con il nome di Pratalia. Divenne autonoma nel 1304, abbazia commendaia nel 1412 e quindi sotto la Basilica di Santa Giustina dal 1448. Dopo alterne vicende fu restituita ai benedettini nel 1904, ed è attualmente un centro di eccellenza a livello mondiale nel settore del restauro dei libri antichi.

CHIESA DI SAN GIORGIO
Via San Giorgio 16, Tramonte. 

In origine cappella delle Pieve di Luvigliano, la chiesa di San Giorgio venne concessa al monastero di Praglia dal vescovo Sinibaldo nel 1124, mantenendo straordinariamente inalterata la sua conformazione in stile puramente romanico. Dopo le vicende napoleoniche, tornata in possesso dei monaci nel 1867, trovata in stato di "gran deperimento", la chiesa venne rialzata di tre metri, e vi venne aggiunto il campanile. Dal 1910 è sede parrocchiale.

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