Padova da Vivere

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Comuni del Padovano, Cinto Euganeo: origine del nome ed alcune curiosità

Chiesa di Valnogaredo (foto: collieuganei.it)

Abitato fin dalla preistoria, Cinto Euganeo fu inizialmente colonia romana appartenente alla gens Quintia: proprio da questo nome pare derivare il toponomastico. Risale inoltre proprio a questo periodo l'acquedotto romano di Valnogaredo, tuttora in funzione. In epoca barbarica divenne una rocca fortificata, il cui castello rafforzato da Ezzelino, fu raso al suolo nel 1313, durante il conflitto tra Scaligeri e Carraresi.

STORIA. La frazione di Fontanafredda, in particolare, fu teatro dagli eventi che ebbero luogo tra il XI secolo e il XIII secolo e videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Le loro proprietà furono minuziosamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta, avvenuta nel 1260. Nel XVII secolo, sotto la dominazione veneziana, fu costruita la Villa Contarini a Valnogaredo, che un tempo ospitava ben 326 tele di eminenti artisti, in seguito alienate. Fino al XIX secolo Cinto fu sede di prosperi stabilimenti termali, con servizio di carrozze trainate dai cavalli che giungevano da Este e dai comuni circonvicini. Le terme della Val Calaona compaiono, infatti, già nelle prime locandine storiche e foto pubblicitarie dell'Ottocento. Dopo la chiusura vennero utilizzate liberamente dalla popolazione locale, fino agli anni novanta, quando iniziarono ad essere sfruttate a scopo floro-vivaistico. Fino al 1826 Cinto era annoverato nella diocesi veronese: degne di nota tra le chiese l'arcipretale dell'Assunta, con campanile Medioevo e chiesa tardo-rinascimentale del 1590 rimaneggiata a più riprese fino al 1776, e la parrocchiale di Valnogaredo, documentata dal 1297 ma ricostruita dai Contarini nel 1519 e poi ristrutturata in stile barocco nel 1758, dichiarata nel 1921 monumento nazionale per la pregevole architettura e per i tesori artistici che conserva al suo interno (ta i quali diversi affreschi di Jacopo Guarana del XVIII secolo e satue del Bonazza sulla facciata).

SITI D'INTERESSE. tra gli altri ricordiamo la Chiesa di Fontanafredda con il pregiato altare del Sansovino, le chiese di Valnogaredo con gli affreschi di Jacopo Guarana, le splendide ville, tra cui villa Contarini con gli affreschi dello stesso pittore allievo di Tiepolo. Ricordiamo inoltre il buso dei briganti, roccia che divenne un vero e proprio covo di ladri nell'Ottocento, e il buso della Casara, sorgente con un sistema di cunicoli e vie sotterranee. Il flusso delle sorgenti di Faedo e di Valle S. Giorgio veniva così convogliato e diretto fino ad Atheste, l'odierna Este. Tale sistema di approvvigionamento idrico è tuttora in funzione, come da millenni, grazie a recenti interventi di restauro.

LO STEMMA. Lo stemma comunale, partito, è stato concesso con Decreto del Presidente della Repubblica. Nella prima sezione si rappresenta, su sfondo rosso, un castello d’argento, merlato alla guelfa; nella seconda partizione, argentata, spiccano tre bande rosse sormontate dal Corno Dogale. Lo stemma usato dal comune è quello riprodotto in alto

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