rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021

Erbette selvatiche di stagione: bruscandoi, rosoe, pissacani, carletti e molte altre

Con l'arrivo della primavera c'è la possibilità di raccogliere, durante le passeggiate sui colli Euganei, ma anche in campagna, lungo i fossi e gli argini, una gran varietà di erbette selvatiche, molto usate nella gastronomia veneta tradizionale e popolare, che ora vengono riscoperte assieme al gusto della tradizione.

bruscandoli-3 Luppolo (Humulus Lupulus) - Nome dialettale: Bruscandolo
Usato fin dal Medioevo per la fabbricazione della birra, il luppolo ha un suo spazio nella tradizione culinaria veneta per i suoi germogli. In primavera sono facili da raccogliere e si prestano molto bene nella classica frittata, nel risotto o anche da soli, conditi con del burro fuso per via del loro sapore molto simile agli asparagi.
     
02_gallin-2 Valerianella (Valerianella Locusta) - Nome dialettale: Gainee
Un tempo conosciuta con il nome di "lattuga d'agnello": per via del periodo in cui spunta nei prati, in concomitanza con la nascita degli agnelli. Questa specie di erbetta selvatica ha da sempre trovato largo uso nella cucina tradizionale cruda in insalata, o cotta assieme ad altre erbe o verdure. Oggi la si può trovare anche tra i banchi del verduraio, ed è facile da coltivare.
    
03_ortica-2 Ortica (Urtica Dioica) - Nome dialettale: Ortrighe
Odiata da molti, se non da tutti, per le fastidiose punture che provoca al contatto con la pelle, l'ortica è però sempre stata considerata anche una risorsa dalla cultura contadina. Oltre al suo uso in cucina, cotta assieme ad altre erbette o nei risotti, da essa si ricavavano medicinali e tessuti, già dall'età del bronzo.
     

04_papav-2 Papavero (Papaver Rhoeas) - Nome dialettale: Rosole o Peverel
Le nuove e fresche piantine di papavero che spuntano in primavera nei campi sono un'ottima verdura cotta. Le "rosole" e il tarassaco sono, infatti, le erbette più impiegate nelle cucina popolare. Le "rosole" si mangiano cotte assieme ad altre erbette o da sole. 

05_pissacan-2 Tarassaco o Dente di leone (Taraxacum officinale) - Nome dialettale: Pissacan o Radicea
I "pissacani" sono senza ombra di dubbio le erbette più diffuse sulle tavole primaverili contadine. Il loro stesso nome evidenzia la facilità con cui questa pianta si può trovare. Cotte da sole o assieme ad altre erbette, magari con una dadolata di pancetta o lardo, possono costituire un ottimo contorno di verdura cotta.

06_pungit-2 Pungitopo (Ruscus Aculeatus) - Nome dialettale: Bruschi o Bruscansi
Quelli che il dialetto chiama "bruschi" sono in realtà germogli di pungitopo. Nascono alla base della pianta stessa, hanno sapore leggermente amaro, e sono famosi per il risotto che con essi si può preparare, e per l'abbinamento alle uova sode come accade per gli asparagi.

07_sciopet-2 Strigoli o bubboli (Silene Vulgaris) - Nome dialettale: S-ciopet, S-ciopettin o Carletti
Gli "strigoli" in primavera presentano un fogliame verde-bluastro e un po' ceroso. L'uso che se ne fa in cucina è strettamente legato al "risotto di carletti", ma si possono gustare anche cotti assieme ad altre erbette selvatiche. Il loro sapore ricorda molto quello dei piselli freschi.

Si parla di

Erbette selvatiche di stagione: bruscandoi, rosoe, pissacani, carletti e molte altre

PadovaOggi è in caricamento