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Sgozzata da uno spasimante: la leggenda di Lucrezia degli Obizzi, il fantasma del Catajo

Lucrezia Obizzi, nata Dondi dall'Orologio (Padova, 1612 – Padova, 15 novembre 1654), fu la moglie di Pio Enea II Obizzi e morì assassinata. Apparteneva a una delle famiglie più importanti della Padova del tempo, i Dondi dall'Orologio che devono il loro cognome e la loro nobiltà per aver costruito il famoso orologio astronomico sulla torre in Piazza dei Signori. Sposò Pio Enea II Obizzi il 21 gennaio 1629 presso la Chiesa di San Nicolò di Padova. Dall'unione nacquero tre figli: Ippolita, Roberto e Ferdinando.

L'ASSASSINIO. Fu protagonista del più famoso fatto di cronaca nera del Seicento padovano. Morì assassinata nella propria camera da letto nel 1654, facendo indignare l'opinione pubblica padovana del tempo. Ad ucciderla, sgozzandola, fu Attilio Pavanello, amico del marito ed innamorato di lei. Fu seppellita presso la cappella della Madonna Mora, presso la Basilica di Sant'Antonio di Padova. A Lucrezia è dedicato uno dei tre monumenti funebri a personaggi illustri nel salone del Palazzo Della Ragione di Padova. Il fatto rimase molto conosciuto e soggetto di opere letterarie fino ai primi anni del '900 quando si iniziò a perderne memoria.

IL FANTASMA. A lei viene anche attribuita la leggenda del fantasma del Castello del Catajo, dove è ancora oggi conservata la "pietra insanguinata" e dove la leggenda vuole si aggiri ancora oggi il suo fantasma.

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