Padova da Vivere

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Cinque luoghi romantici a Padova per una serata indimenticabile

L'abito, mai detto fu più vero, non fa il monaco, e, se una simile massima è vera per gli uomini, sicuramente lo è anche per l'amore, che, se deve, sboccia anche fra le sudice ciminiere di una zona industriale. Certo, però, è, se possibile, ancora più gradevole quando nasce o si consolida in un ambiente bello, particolare e stimolante. In una parola, romantico. Padova e il suo territorio offrono un'infinità di angoli o panorami che sembrano essere stati costruiti dall'uomo o da madre natura apposta per aiutare le labbra a sfiorarsi. Ad elencarli tutti non basterebbe un tomo di mille pagine, ma ne bastano una manciata per creare situazioni perfette per una giornata o una serata indimenticabile.

PIAZZETTA SAN NICOLÒ. Questa raccolta piazzetta prospicente alla splendida chiesa di San Nicolò, in pieno centro storico e a due passi da piazza Capitaniato e dal teatro Verdi, è forse una delle più iconiche della città. Risalente all'undicesimo secolo, la chiesa di San Nicolò, realizzata in una peculiare commistione fra gotico e romanico, sembra traslata direttamente da una fiaba dei fratelli Grimm da uno dei loro boschi incantati direttamente nel cuore pulsante di una città ricca di storia: gli affreschi floreali sulla sua facciata, le sue basse volte e il suo campanile di vago stile montano completano il quadro. Già parte dell'enorme complesso della Reggia Carrarese, la piazzetta è circondata da edifici di pregio, da Palazzo Meschini al seicentesco al seicentesco Palazzo Brunetti-Bonetti, in un melange architettonico e stilistico davvero sorprendente. A sera, le luci gialle dei lampioni inizio secolo proiettano sul selciato e sui palazzi circostanti giochi di luce quasi onirici nei loro riflessi sul lucido porfido dei selciati e nelle ombre danzanti sulle facciate medievali, lasciando, se la serata concede un po' di venticello, che lo stormire delle fronde delle sofore e dei bagolari di piazza Capitaniato riempia l'aria di suoni magici. Una piccola tradizione della gioventù patavina vuole che sia quasi un obbligo, per una coppia che si trovi a passare per piazzetta San Nicolò, di scambiarsi un bacio in quella splendida cornice.

SPECOLA. Da questa torre, parte del più ampio complesso fra piazza Castello e via Riello, la cultura occidentale riscoprì le stelle e il moto universale dell'universo, riscì a trascendere sé stessa attraverso l'occhio di vetro di Galileo Galilei e ricominciò a sognare dopo secoli e secoli di buio. Edificata a partire dal IX secolo, poi rimaneggiata dal tiranno Ezzelino da Romano e quindi sede dell'Osservatorio Astronomico universitario, la Specola sembra sorgere come un lungo indice che indichi lo splendore del cielo notturno dalle acque del Piovego. Passeggiando da ponte Sant'Agostino, quando la luna la sovrasta regala visioni degne del Guardi o del Canaletto, incorniciata dal luccichìo della luce riflessa sulla corrente e dall'ondeggiare delle chiome degli alberi di riviera Paleocapa, dove la passeggiata naturalmente procede, immersa in un verde quasi irreale per il centro cittadino. Procedendo verso piazza Delia e svoltando a sinistra, un ponticello di mattoni e porfido porta direttamente ai suoi piedi fra gli alberi e gli edifici medievali: non c'è forse posto più azzeccato dell'ampio parapetto del ponticello per scambiarsi un bacio indimenticabile.

VILLA BEATRICE D'ESTE. Raccolta, bucolica, panoramicissima, Villa Beatrice d'Este, in fondo a via Gemola nel comune euganeo di Baone, richiederà forse una piccola gita fuori porta, ma sicuramente vale la pena dello sforzo. Immersa fra i boschi, il complesso del XIII secolo, architettonicamente splendido, apre i giardini retrostanti ad una vista davvero mozzafiato, che se ad est si aprono verso il mare, permettendone la vista nei giorni tersi, verso ovest, al limitare di un ampio vigneto, permette si spaziare con gli occhi sull'infinità della Pianura Padana. Indimenticabili tramonti si godono dalla cima del Monte Gemola, su cui la Villa è edificata, da godersi sdraiati sulla soffice erba che ammorbidisce i prati dove crescono alberi secolari.

ROCCA PENDICE. Scendendo da Teolo lungo la Provinciale 43, cinque tornanti salgono sul colle di Rocca Pendice: subito dopo il quinto, un piccolo parcheggio si apre al lato della strada. Girando lo sguardo oltre il campo sulla sinistra, un piccolo sentiero si inerpica sul colle, conducendo alla sua vetta. Qui, i ruderi del Castello di Speronella, eretto nel X secolo, accolgono i visitatori catapultandoli in un immaginario gotico fatto di cavalieri erranti e candide dame. La natura si è riappropriata, nei secoli, di questo luogo dimenticato dal tempo e dagli uomini, rendendolo misterioso e intriso di interrogativi senza risposta, lasciando che la sua bellezza sembri vivere più nel sogno che nel mondo reale. Sulla sommità del colle, un ampio spiazzo erboso si apre direttamente sul dirupo usato ora come palestra di roccia: da qui delle splendide albe si possono godere, che non lesinano, in lontananza, la vista dei luccichii delle cupole di San Marco.

CASTELLO DI SAN MARTINO. Piccolo, raccolto, immerso nel nulla: in miniatura, ma quello di Cervarese Santa Croce, in via San Martino, è un castello a tutti gli effetti, con tanto di torrione e mura di cinta, e come molti altri luoghi del padovano, pare davvero uscito da una fiaba. Realizzato nel XI secolo probabilmente su struttura longobarda a guardia dei confini che dividevano Padova da Vicenza, il Castello di San Martino della Vaneza è stato risparmiato dalle distruzioni prima di Ezzelino da Romano e poi della Serenissima, restando una delle poche fortificazioni del territorio ad essere rimasta intatta. Una raccolta corte che sembra riportare indietro al medioevo si apre al suo interno: un luogo che inesorabilmente farà sentire lui un cavaliere e lei una nobile dama, in un racconto d'amore degno dell'epopea di Tristano e Isotta... con una più gradevole conclusione, ovviamente!

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