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Sabato, 22 Giugno 2024
Padova da Vivere

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Misteri, miti e leggende: Montagnana, i fasci di luce e le misteriose figure

"La città di Montagnana è una delle più famose città medievali murate d'Europa. Le celebri merlate guelfe, edificate tra il XIII e il XIV secolo e lunghe circa due chilometri, racchiudono ancora oggi il centro storico, con tutti i suoi misteri. Cominciamo con uno, per così dire, "minore". La chiesa di Sant'Antonio Abate fu costruita non dopo il XII secolo dai monaci del tau, un ordine simile a quello dei templari che si occupava di accogliere pellegrini e ammalati.

17 GENNAIO. Non esistono documenti ufficiali che ne provino la paternità, ma una serie di indizi storici e architettonici inducono a pensare che sia andata così. Ciò che fa di questa chiesa un luogo particolare è quanto accade alle nove in punto ogni 17 gennaio, il giorno della festa di sant'Antonio Abate, quando un fascio di luce illumina i piedi della statua che si trova sull'altare e rappresenta il titolare della chiesa. Questo evento non è poi così misterioso, direte voi, ma vi invito ad andare a osservare le facce di coloro che vi assistono.

IL DUOMO. Un mistero di certo più fitto è racchiuso invece nell'imponente duomo di Montagnana, che domina la grande piazza cittadina dal 1502 ed è dedicato a santa Maria Assunta. Questa costruzione, con un rivestimento tardo gotico e un cuore rinascimentale, se visitata intorno a mezzogiorno vi stupirà ancor prima di metterci piede. Infatti in una giornata di sole noterete come le sfere ai due lati del portone di ingresso si accendono, illuminate dal sole, finché tutta la facciata non viene invasa dalla luce solare. Questo gioco di luci risulta spettacolare grazie al particolare orientamento del suo asse, obliquo rispetto alla piazza, che rende questa chiesa una vera e propria meridiana solare.

CAPPELA DEL ROSARIO. Ma non è tutto. Nonostante la chiesa al suo interno presenti svariati capolavori artistici di personaggi come Giorgione e il Veronese, l'opera che tutt'oggi attira più curiosi è racchiusa nella cappella del Rosario insieme alla statua lignea quattrocentesca della Vergine. Sto parlando dell'affresco che ritrae un cielo azzurro punteggiato di stelle granòi e piccole, su cui si stagliano alcune misteriose figure: una navicella, un cavallo alato, un dragone, due orsi, un leone che risale uno di tre grandi raggi verticali, una vergine alata con in mano quattro spighe, e un gigante barbuto armato di clava e avvolto di pelle leonina. Manco a dirlo, le teorie sul significato di questo quadro si sprecano, ma l'ipotesi che va per la maggiore interpreterebbe la nave come la costellazione della Nave degli Argonauti, il cavallo alato come Pegaso, il drago come la costellazione del Dragone, i due orsi come l'arsa Maggiore e quella Minore; il Leone interpreterebbe se stesso nel ruolo della costellazione, il gigante barbuto sarebbe Orione, mentre la donna alata rappresenterebbe la costellazione della Vergine, e tiene in mano delle spighe perché una delle stelle di questa costellazione si chiama Spica".

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