Padova da Vivere

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Visitare la città del Santo: 5 musei che forse non tutti conoscono

Il palazzo Angeli, sede del museo del Precinema

Attardandosi in chiacchiere con un turista di passaggio sotto le guglie di Sant'Antonio, alla domanda "Perchè è venuto a visitare Padova", si riceverà una risposta che, purtroppo, varia di assai poco: cappella degli Scrovegni, basilica del Santo, musei Eremitani, palazzo della Ragione e, tutt'al più, Battistero. Questi sono i cardini classici di una visita culturale alla città di Padova, eppure la città offre un ventaglio di attrazioni artistiche e architettoniche, certo, ma anche museali, a dir poco invidiabili. Ecco cinque musei interessantissimi che forse non tutti conoscono.

MUSEO DEL PRECINEMA, COLLEZIONE MINICI ZOTTI. Vi siete mai chiesti quale sia stata la genesi del "Secolo dell'immagine"? Conoscere la storia dei Fratelli Lumiere è un conto, ma vedere dal vivo gli strumenti con cui a cavallo della loro epoca si riproducevano le immagini può dare un quadro più completo di una cutura che, nata in tempi recenti, ha saputo diventare grandemente dominante nell'arco di pochi decenni. Questa piccola ma completa collezione, che la antica famiglia nobiliare Minici Zotti ha messo a disposizione al numero 1A di Prato della Valle, raccoglie alcune rarità assolute risalenti alla genesi della fotografia e del cinema: daguerrotipi, lanterne magiche, un unico Megaletoscopio risalente al 1864, e poi ancora stereoscopie, lanterne doppie e triple, lanternine giocattolo e persino una sezione dedicata agli antichi strumenti musicali, pezzi risalenti anche a due secoli or sono, tanto unici e rappresentativi da essere spesso impegnati in prestiti presso alcuni dei più prestigiosi musei europei. Aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10 alle 16; biglietti interi 5 euro, ridotti 3 euro.

MUSEO GEOPALEONTOLOGICO DI VIA CAVA BOMBA. Passando dall'arte alle meraviglie della natura, Cava Bomba, in via Bomba 46 a Cinto Euganeo, è un ex­fornace utilizzata nell'800 per l'estrazione e la produzione della calce, che testimonia la fiorente attività produttiva tipica del territorio dei Colli Euganei del passato e segna inoltre, il punto di partenza del sentiero del Monte Cinto. Mediante dei percorsi guidati, avrete la possibilità di conoscere tutte le varie fasi del processo produttivo delle tre fornaci di Cava Bomba e gli strumenti utilizzati per la lavorazione dei materiali lapidei.Nel 1974, nella cava vicina alla fornace vennero scoperti dei pesci fossili risalenti al Cretaceo Superiore e, grazie ad un meticoloso restauro, oggi è divenuta la sede del museo geopaleontologico. Il museo possiede tre aree espositive: la sezione geologica dedicata ai cambiamenti avvenuti nei Colli Euganei nelle varie ere geologiche, la sezione della mineralogia che raccoglie fossili, gemme e rocce (oltre 4000 pezzi) provenienti da tutto il mondo e la sezione della prestigiosa collezione “Da Rio”. Quest'ultima è composta da rocce minerali e fossili raccolti tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento dal conte Niccolò Da Rio, importante letterato e naturalista padovano.

MUSEO DELLA TERZA ARMATA. Un secolo, ormai, è passato dalla raccapricciante tragedia della Prima Guerra Mondiale, un massacro senz'altra possibile definizione in cui, però, Padova ha giocato un ruolo non indifferente, sia come centro di comando avanzato che come imporrtantissimo snodo logistico che come eventuale fortezza, fortunatamente mai raggiunta, se non dall'aria, dalla ferocia dei combattimenti. Il Museo della Terza Armata di Palazzo Camerini, via Altinate 59, è una piccola ma esaustiva esposizione che riporta istantaneamente indietro di cent'anni con tecnica espositiva asettica ma fortemente evocativa, fra armi, testimonianze scritte, e accessori della vita quotidiana dei soldati che non mancheranno di stupire un appassionato di storia, fino a una collezione di fotogradie dal fronte che raccontano con vivida inconsapevolezza il terrore dei fanti immersi in quel macello tanto orrendo quanto stupido. Il mueso è aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 16.30, sabato e nei giorni festivi dalle 9 alle 12.

MUSEO DELL'ARIA, CASTELLO DI SAN PELAGIO. Pochi lo sanno, ma a Padova, proprio in virtù della sua vicinanza al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, vide l'Aviazione Italiana muovere i primi passi. Proprio al volo è dedicata l'esposizione stabile presso la villa del Castelo di San Pelagio, in via San Pelagio a Due Carrare, una interessantissima mostra che ripercorre i "passi" dell'uomo nel cielo fin dal XVIII secolo. Dal 1970 la villa è stata oggetto di accurati restauri e ripensata nelle funzioni attuali principalmente come museo del volo. Inaugurato nel 1980, frutto dell’impegno della proprietà e di Maria Fede Caproni, ripercorre l’intera storia del volo umano facendo perno sull’impresa dannunziana; a tale volo è dedicata la parte principale del museo con le stanze abitate dal poeta nel periodo 1917­1919. Fanno da “contorno” le sale dedicate a Leonardo, ai Montgolfier, ai Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrong. Orari variabili a seconda delle stagioni ­si consiglia di cosultare il sito web­ biglietti interi 7,5 euro, ridotti 6 euro.

BUTTERFLY ARC, LA CASA DELLE FARFALLE. Chiudiamo questa piccola rassegna con qualcosa di insolito nell'immaginario del museo: la vita. A ridosso dei Colli Euganei, in via Degli Scavi a Montegrotto Terme, c'è la prima Casa delle Farfalle ad essere stata costruita in Italia: per una volta, un museo (se così si può chiamare) dedicato alla gioia di esseri prosperi e viventi, non morti ed immobili. Il percorso comincia nella sala didattica dedicata dell'estrema biodiversità delle farfalle, passando quindi alla scoperta dei coloratissimi insetti in...carne ed ali. Si entrerà da lì nel cosiddetto Giardino dell'Eden, dove arte e farfalle si fonderanno attorno alla ricostruzione di un antico albero tropicale, fra crisalidi in fase di schiusa che talvolta offrono lo spettacolo della nascita di una nuova farfalla. Fra foreste tropicali ricostruite e svolazzanti capolavori della natura, il Butterfly Arc è certo un luogo sorprendente che sa appagare la curiosità scientifica degli avventori moltiplicando al contempo la loro allegria: se vi entrate imbronciati, ne uscirete sorridendo. Orari variabili a seconda delle stagioni ­si consiglia di consultare il sito web­, biglietti interi 9 euro, ridotti 7 euro, per portatori di disabilità 4 euro.

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