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Padova: contrade, borghi, quartieri e centenari

"Verso l'anno 1275 principiò a Padova l'uso di chiamare contrade le pubbliche vie del centro, come contrada S. Biagio, Borromea e borghi quelle che conducevano alle porte della vecchia mura della città, nome che han sempre conservato anche dopo quelle che conducono alle porte nuove del 1509 come Borgo dei Savonarola, Borgo S.Croce, S. Giovanni, Portelloe si chiamarono sobborghi quelle subito fuori delle porte.

Fu a quel tempo che la città fu divisa in quattro quartieri e furono il Quartiere del Duomo, delle Torricelle, del Ponte Altinate e del Ponte Molino. Ogni quartiere era diviso in cinque centenari che erano poi quasi sempre parrocchie, importanti gruppi di case e quindi ogni centenario comprendeva varie contrade e borghi.Ogni quartiere era presieduto da un cittadino nominato dal Comune e che si chiamava Soprastante, e ad ogni centeneria ve n'era un altro che dipendeva dal Soprastante e si chiamava Capo.

Le case non erano numerate ne le contrade e borghi porta vano nomi o targhe col loro nome, lavoro che sarebbe stato anche inutile perché ben pochi sapevano leggere e scrivere. L'uso di dipingere sul muro della prima casa di ogni contrada il nome, e di mettere un numero su ogni casa, cominciò sotto il governo napoleonico nel 1810 ed i numeri erano progressivi per tutta la città" cominciava il n.1 che era il Municipio e via fino al quattromila o cinquemila cioè quante erano le case. Tra il 1846 ed il 58 vennero collocate le tabelle ed i numeri in pietra, e nel 1901 venne tutto il sistema riformato in quello moderno vigénte".

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