Padova da Vivere

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Verso la notte di Halloween: tutto su morte, tenebre e misteri legati alla città di Padova

Morte, occulto, tenebre e misteri costituiscono la macabra simbologia legata alla notte di Halloween, festa americana mutuata dalla tradizione celtica che si celebra ogni anno il 31 ottobre (il termine "halloween" rappresenta, infatti, una variante scozzese del nome completo All Hallows' Eve, cioè vigilia di Ognissanti). È la notte dei morti viventi, delle zucche intagliate, dei mostri raccapriccianti, degli zombie e dei fantasmi. Per farvi entrare nello spirito "horror" che la caratterizza, ecco a voi una serie di leggende legate alla città patavina, che, in quanto a storie di intrighi e misteri, non è certo sfornita.

IL FANTASMA DEL VIOLINISTA. Per tentare di incontrare un fantasma tra i più illustri, e farsi raccontare la sua storia, bisogna raggiungere la chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria, in via Cesare Battisti a Padova. Qui venne seppellito il corpo del violinista e compositore Giuseppe Tartini, accanto a quello della sua sposa, Elisabetta Premanzore, che lo precedette nella tomba dove oggi giacciono insieme. Ma un fatto curioso tinge di mistero questa romantica vicenda settecentesca: si dice infatti che le spoglie del violinista scomparvero dalla sepoltura e diversi abitanti della zona raccontarono di aver visto, nella notte, chi una figura femminile danzare sulle note di una melodia sconosciuta, chi una figura maschile intenta a suonare appassionatamente il violino. 

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IL FANTASMA DEL CASTELLO DI SAN ZENO. Secondo la leggenda, anche le sale del castello di San Zeno a Montagnana sarebbero infestate da un fantasma, quello di Tommaso da Mantova, che si aggirerebbe accendendo e spegnendo luci fatue nelle antiche stanze e soprattutto lungo le scale dell’antico Mastio. Nel 2005, un team di parapsicologi affiancati da un sensitivo, intenzionati a rilevare presenze di fantasmi nel cortile interno del castello con una sofisticatissima apparecchiatura infra-red, hanno ripreso in modalità video una sagoma eterea. Si trattava all’apparenza di una dama...

IL FANTASMA DEL CASTELLO DI VALBONA. Come ogni castello che si rispetti, non poteva mancare anche in quello di Valbona, a Lozzo Atestino, la leggenda di un fantasma, incentrata su una storia affascinante e misteriosa. Si narra infatti che la figlia di Germano Ghibelli, antico signore del castello, sia morta per disperazione per non aver potuto sposare l'uomo che amava, e che talvolta il suo fantasma si affacci in lacrime tra i merli dell'antico castello.

IL FANTASMA DEL CASTELLO DEL CATAJO. Al castello del Catajo è legato, invece, il fantasma di Lucrezia Obizzi, nata Dondi dall'Orologio, moglie di Pio Enea II Obizzi e protagonista del più famoso fatto di cronaca nera del Seicento padovano: morì assassinata nella propria camera da letto nel 1654, facendo indignare l'opinione pubblica padovana del tempo. Ad ucciderla, sgozzandola, fu Attilio Pavanello, amico del marito ed innamorato di lei. La leggenda vuole che ancora oggi il suo fantasma si aggiri per il Castello del Catajo, dove è conservata la "pietra insanguinata".

IL FANTASMA DEL CASTELLO DI MONSELICE. C'è poi la storia degli amanti Giuditta e Giacomino, murati vivi nei sotterranei del castello di Monselice. Ebbene, la leggenda narra di notti strane, notti tetre, notti orribili e cariche di memoria, in cui il vento canta le grida dei due innamorati. Uno spettro, in quelle notti, si aggira per le strade oscure, chiedendo ai passanti notizie del suo amato. Uno spettro innamorato, che non chiede altro se non di sapere che prima o poi lo troverà.

IL PONTE DELLA MORTE. Un'altra storia tetra e misteriosa è quella legata al ponticello che allunga via Rudena verso via Umberto I: il Ponte della Morte. Secondo la leggenda, capita, passando sul ponte con animo triste, di udire il rintocco della quinta campana di San Domenico: quella che suona a morto, quella che non c'è mai stata. Si allunghi allora la vista all'acqua sull'ombra che la luna crea con l'arcata del ponte: le sagome di tre assassini si possono vedere lì, ancora appese alla sponda del loro destino, ancora e per sempre sospese a danzare con le increspature dell'acqua.

LA TORRE DEL BOIA. Da Riviera Paleocapa, pressappoco all’altezza di Ponte Saracinesca, si scorge tra la vegetazione una torre, molto più bassa della Specola, situata all’interno di una proprietà privata. Ebbene questo frammento delle antiche mura ha collezionato nei secoli una sfilza di nomi inquietanti e spaventosi come Torre della Morte, Torre del Boia, Torre della Catena (che sembra sinistro per assonanza), che non promettono nulla di buono...

LA CAREGA DEL DIAVOLO. Vicino a Calaone, a poca distanza l’uno dall’altro, si trovano la Carega del Diavolo e la Fontana delle Muneghe. Secondo la leggenda, dalla "carega" il diavolo esercitava le sue lusinghe su chi passava nei pressi, assumendo aspetti diversi per impadronirsi delle anime, e con un raggio di luce abbagliava i viandanti. Fu di là che un giorno un bruno cavaliere si diresse verso la fontana dove una monaca stava riempiendo la sua anfora...

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