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Sabato, 22 Giugno 2024
Padova da Vivere

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Padova tra misteri, miti e leggende: Donna Daria e le lucciole

"I Colli Euganei sono da sempre terra di miti e leggende. Quella che vi sto per raccontare è una delle più belle tra le leggende euganee raccolte dalla scrittrice locale Silvia Rodella.

DONNA DARIA. Valle San Giorgio, frazione di Baone, è un paesello diviso - senza troppa fantasia in due frazioni: la Valle di sopra e la Valle di sotto. Quest'ultima è conosciuta anche col nome di Valle di Donna Daria, dedicata alla contessa della famiglia-udite,udite dei Da Baone In un caldo giorno d'estate donna Daria passeggiava nel bosco e, udendo dei cavalli arrivare, si nascose e vide passare il temutissimo Ezzelino da Romano, diretto a Padova col suo esercito e seguito da numerosi carri affollati dagli immancabili suoi prigionieri giustiziati. Fra questi malcapitati la donna riconobbe il volto del suo amato nipote Guglielmo. Donna Daria, presa dallo sconforto ma non per questo rassegnata, scese sul fondo della valle, decisa a trovare il corpo del povero nipote che Ezzelino aveva fatto decapitare. La donna stava rischiando la vita: era risaputo che nessuno poteva toccare le vittime di Ezzelino.

GUGLIELMO. Ma nulla la fermò, così attraversò macchie e roveti, tuttavia quando giunse alla valle ebbe una brutta sorpresa: questa era immersa nelle tenebre e in quelle condizioni non sarebbe mai stata in grado di trovare il povero Guglielmo: La nostra eroina decise dunque di avvalersi dell'aiuto del pubblico e invocò la Madonna: saggia idea, perché a un certo punto dal buio profondo emerse uno sciame luminoso di lucciole che la guidò fino al suo caro. Caricato Guglielmo su un letto di frasche intrecciate e sempre guidata dalle lucciole, Daria giunse fino alla casa della nutrice. Le due donne trasferirono il cadavere su un carro trainato da buoi e, percorrendo i sentieri più nascosti, giunsero alla chiesa del Santo a Padova, che al tempo era ancora solo una piccola cappella. Lì venne sepolto il povero Guglielmo. Quando Daria morì fu deposta nel cimitero di valle San Giorgio e si dice che da allora ogni anno in una notte di giugno le lucciole ripercorrano la strada seguita dalla donna per raggiungere il corpo del nipote".

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