Martedì, 18 Maggio 2021

Padova "culla" di storia, arte e cultura: i personaggi illustri che l'hanno attraversata

Molti personaggi hanno influenzato la storia e l'arte della città, o dalla città e dal suo clima sono stati influenzati nella propria crescita e formazione.
Dal mitico fondatore Antenore, allo storico Tito Livio, alle famiglie dei Da Romano e dei Da Carrara, che hanno determinato le vicende politiche della città rispettivamente nel '200 comunale e nel '300 della Signoria e del rinascimento artistico e culturale. Proprio in questo periodo per Padova passano Giotto, che lascia la cappella degli Scrovegni, e Petrarca, che decide di trascorrere qui vicino, ad Arquà, i suoi ultimi giorni. Alle porte della città, un secolo prima si era spento anche Fernando de' Buglioni, venerato in tutto il mondo come Sant'Antonio.

L'Università attira in città, fin dalla sua fondazione nel 1222, studenti da tutto ogni dove e professori che trovano qui il clima adatto a sviluppare le proprie ricerche, come Galileo Galilei, che definisce i suoi anni padovani come i migliori della sua vita, Giovanbattista Morgani, fondatore dell'Anatomia Patologica, Harvey, che individuò la circolazione venosa e arteriosa e le dinamiche che la regolano, o Enrico Bernardi, professore di fisica e meccanica, il primo ad utilizzare la benzina per alimentare il motore a scoppio e che qui costituì la prima fabbrica di automobili e le prime biciclette a motore.

Nella Padova del '200 vedono la luce anche i filosofi Pietro d'Abano, primo esponente dell'Aristotelismo padovano, e Marsilio, che nella sua opera "Defensor Pacis" anticipa concetti fondanti delle moderne democrazie come la laicità dello Stato e la sovranità popolare.

La vitalità culturale della città sembra ispirare anche la narrazione: da Dante a Petrarca, da Stendhal a Goethe, molti hanno scritto su Padova, ma la città ha anche dato i natali a Ippolito Nievo, autore delle "Confessioni di un italiano", ad Arrigo Boito, celeberrimo poeta e librettista verdiano, e probabilmente anche ad Angelo Beolco, detto il Ruzzante, che nelle sue pieces teatrali ha sintetizzato i temi della commedia dell'arte, usando il pavano come lingua capace di esprimere sia lo spirito sanguigno e irriverente del popolo che la satira della patavinitas più istruita.

Era protetto dal mecenate di origine veneziana Alvise Cornaro che creò in città uno dei più bei salotti culturali del '500. Qui si svilupparono le innovative concezioni architettoniche che influenzarono profondamente la formazione di un altro padovano illustre, Andrea Palladio. Alla stessa nobile famiglia apparteneva anche Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che si laureò, prima donna al Mondo, nel 1678 al Bò.

La musica deve molto al padovano Bartolomeo Cristofori che, modificando il clavicembalo sostituendo il pizzicamento delle corde con il meccanismo dei martelletti che le colpiscono, costruì il fortepiano, precursore del pianoforte, cambiando completamente il suono delle melodie successive. La sperimentazione sonora fa parte anche dell'opera del violinista e compositore Tartini che a Padova spese la seconda parte della sua vita e che qui è sepolto.

Giusto de' Menabuoi, Squarcione, che qui stabilì la sua bottega, Mantegna, Donatello, Tiziano, Veronese arrivarono come Giotto a portare la loro abilità di pittori e scultori, insieme a tantissimi altri artisti che ci permettono ancora oggi di stupirci e meravigliarci di fronte alla bellezza e all'ingegno che hanno saputo produrre e che contribuiscono a far diventare Padova una città dell'arte in tutte le sue forme.

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