Padova da Vivere

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Pietro Bembo, l'"inventore" della lingua Italiana si laureò e visse a Padova

Se l'Italiano è così bello, lo dobbiamo anche a Pietro Bembo. Ne avrete sicuramente sentito parlare a scuola, infatti, non c'è professore di letteratura italiana che non lo nomini, perché fu il promotore della nostra lingua. Nel Rinascimento si parlavano più lingue volgari e Pietro Bembo propose una lingua nazionale, fondata sul recupero del toscano di Dante, Boccaccio e soprattutto Petrarca.

Bembo si laureò a Padova. E qui, dopo numerosi soggiorni nelle corti europee, si stabilì per ultimare la sua opera più famosa, le "Prose della volgar lingua". La sua idea riuscì ad imporsi nella società letteraria italiana e dal 1525 si iniziò a distinguere tra "lingua" e "dialetto". Naturalmente, quest'ultima categoria presuppone l'esistenza di una lingua unitaria, sia pure solo nel mondo letterario.

La casa che Bembo aveva acquistato e sistemato era al civico 59 di via Altinate. Si tratta del quattrocentesco palazzo Camerini-Gradenigo, che allora si trovava in via San Gaetano. Casa Bembo diventò subito un museo privato, che ospitava dipinti di grandi maestri, come Michelangelo Buonarroti, il “Giorgione”, Andrea Mantegna, Raffaello Sanzio, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio. Oggi, Casa Bembo ospita il museo della III Armata; le opere della sua collezione furono vendute dal figlio e appartengono a grandi musei internazionali.

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