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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Porta Santa Croce a Padova: origine e storia

Superato brillantemente l'assedio da parte degli imperiali di Massimiliano d'Austria, allontanato, ma non dimenticato, il pericolo della guerra contro la Lega di Cambrai, per tutta la prima metà del cinquecento si lavora alla costruzione delle imponenti mura 'veneziane'. Venuto meno l'impegno bellico si pone il problema di 'aprire' la città e si affidano ad illustri architetti militari, quali il veronese Michele Sanmicheli, la costruzione di prestigiose porte dai diversi compiti: salvaguardare la città in caso di pericolo, fare da barriera doganale per il transito delle merci ed anche permettere l'ingresso in città in maniera altamente scenografica. Il 'Portello' è la più illustre e rappresentativa di queste porte. Proprio fuori della porta, sul canale Piovego, due bellissime scalinate (una recentemente restaurata) alla veneziana permettono l'attracco delle barche provenienti da Venezia attraverso la Brenta. Su tutte le porte troneggiava il Leone andante con il libro aperto. Rimane solamente quello, bellissimo, di porta Savonarola, l'unico scampato allo scempio avvenuto durante le campagne napoleoniche. 

PORTA SANTA CROCE. Il nome deriva dalla vicina chiesa e annesso ospedale dedicata alla Croce di Cristo. Una precedente porta Santa Croce esisteva lungo le mura medioevali, con una torre a formare un castello di difesa, ora smantellati, assaltati dalle truppe veneziane nel 1404 in concomitanza con la 'donazione' di Padova, ribelle negli ultimi sprazzi della signoria carrarese, a Venezia. Con le mura veneziane, accanto alla porta vera e propria, importante luogo di transito verso la città, venne costruito un poderoso bastione, con i più 'moderni' precetti militari. La sistemazione è attribuita a Michele Sanmicheli a partire dal 1517 (con la guerra contro la Lega di Cambrai non ancora vinta), con interventi anche in altri bastioni e porte.

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