Padova da Vivere

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Padova nella storia dei motori: la scalata del pilota Riccardo Patrese

Patrese vince a San Marino (foto: wikipedia)

Padova, in qualche modo, è entrata nella storia dei motori. Il 17 aprile del 1954, infatti, ha dato i natali a Riccardo Patrese quello che sarà poi diventato il campione del mondo di kart, campione italiano ed europeo di Formula 3 e pilota di Formula 1.

La sua storia comincia proprio nel capoluogo euganeo dove trascorre l'infanzia in modo sereno e senza difficoltà economiche; il padre Mario era un commerciante di generi alimentari, la madre Elena Zorzati insegnava lettere alle scuole medie, mentre il fratello Alberto diventerà ingegnere meccanico all'Alfa Romeo. Dopo il diploma al liceo scientifico si iscrive alla facoltà di scienze politiche che frequenta per alcuni anni, ma senza arrivare alla laurea. Pratica a livello agonistico sci e soprattutto nuoto: specialista dello stile libero, gareggia per la Rari Nantes Patavium 1905 con la futura campionessa del mondo Novella Calligaris e lo sfortunato Amedeo Chimisso, deceduto con altri amici di Patrese nella tragedia di Brema. Abbandona entrambi gli sport quando il karting, inizialmente solo un divertimento, e poi l'automobilismo diventeranno la sua attività principale.

Si è laureato campione del mondo con i kart, campione italiano ed europeo di Formula 3, ha corso in Formula 1 dal 1977 al 1993 disputando 256 Gran Premi, record rimasto imbattuto per quindici anni, vincendone sei tra cui quella che lui considera la sua migliore prova, nel 1990 a San Marino. Dopo un primo lungo periodo, caratterizzato più da delusioni che successi al volante di Shadow, Arrows, Brabham e Alfa Romeo, approda alla Williams, con cui disputa le sue stagioni migliori, in particolare il 1989, 1990 e 1991, prima di concludere la carriera con la Benetton dopo 17 stagioni. È stato anche un valido pilota nel campionato del mondo sportprototipi al volante delle vetture Lancia, vincendo otto prove e sfiorando la conquista del titolo mondiale nel 1982. Per sei volte, nel 1980 e dal 1989 al 1993, è stato campione italiano assoluto di velocità. Dotato di una guida molto aggressiva, era considerato da vari piloti arrogante e non era molto amato all'interno del Circus, venendo spesso attaccato dall'inglese James Hunt. Nonostante le critiche, ha instaurato buoni rapporti con molti piloti, in particolare Michele Alboreto, Eddie Cheever, Elio De Angelis, Andrea De Cesaris, Thierry Boutsen e Nigel Mansell.

Nel 2011, nell'ambito del premio Internazionale Fair Play Mecenate di Cortona, ha ricevuto un riconoscimento per l'impegno sociale grazie all'attività svolta con la nazionale Piloti ed è stato nominato ambasciatore del Fair Play.

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