Padova da Vivere

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La Specola di Padova, le origini e la storia di uno dei simboli della città

Svetta nel cielo di Padova da secoli, è uno dei simboli più rappresentativi della città, è stata protagonista di vicende fondamentali nella storia cittadina...eppure, cos'è esattamente la Specola? Una torre, certo, ma...una torre senza un castello? Svettante solitaria apparentemente senza scopo strategico e relativamente lontana dal centro dove le torri familiari svettavano a decine malgrado sia la più imponente di Padova... perché? La risposta sta nella storia di questo splendido monumento, una storia lunghissima e davvero molto affascinante. 

Cominciamo col dire che all'inizio della sua vicenda la Specola non si chiamava affatto Specola, ma Torlonga, ed apparteneva a un luogo che ogni padovano avrebbe volentieri demolito a picconate. Era infatti la più alta delle due torri di guardia del castello fatto erigere nel 1242 dal tiranno Ezzelino Da Romano per dominare la città, e proprio nella Torlonga soleva imprigionare, torturare e trucidare i suoi prigionieri, data la sua psiche non esattamente lineare non certo rei di chissà quali atroci delitti.

Rovesciato il tiranno e installati i signori Carraresi, il castello venne demolito e riedificato secondo il raffinato gusto della corte padovana, e proprio la Torlonga costituiva l'estremo baluardo difensivo dell'enorme complesso della Reggia Carrarese, collegata al resto della struttura da una serie di camminamenti rialzati che permettevano alla famiglia signorile di recarvisi in totale sicurezza pur se attorno tutto fosse bruciato.

Nessun accorgimento, però, risparmiò la signoria e Padova dall'essere conquistata dalla Repubblica Serenissima, che procedette allo smantellamento quasi totale delle strutture che potessero ricordare alla città di aver avuto una signoria alla propria testa. La Torlonga, però, rimase, e a partire dal 1765 venne istituito al suo interno l'osservatorio astronomico dell'Università di Padova, dopo una serie di ristrutturazioni operate dall'architetto Domenico Cerato. Non fu però mai frequentata, al contrario di quanto si crede, da Galileo Galilei, dato che all'epoca del soggiorno del genio pisano a Padova, la Torlonga era poco più che un rudere; ciononostante, la sua vicinanza all'Università, la sua altezza e la sua disposizione verso sud, verso quel meridiano celeste punto cruciale per lo studio del moto degli astri, la rendevano uno degli osservatori astronomici migliori del mondo. I lavori terminarono nel 1777, e la Torlonga venne nominata "Specula astronomica", ossia osservatorio astronomico... nella metamorfosi delle parole che volano di bocca in bocca, era nata la Specola di Padova. 

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