Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Schiavonia, la richiesta delle addette alle pulizie: «Lavoriamo in un Hub Covid, abbiamo diritto alle protezioni»

«Non siamo lavoratrici di Serie B. Noi chiediamo che vengano adottati i Dpi che avevamo prima. Il vestiario e i calzari devono essere adeguati per tutti coloro che sono impegnati nell'ospedale di Schiavonia»

«Ci siamo ritrovate a lavorare in un ambiente dove gli unici pazienti con cui abbiamo a che fare hanno contratto il Covid19. L’ospedale di Schiavonia dopo il primo decesso, datato 21 febbraio, è stato chiuso per poi essere rimesso in funzione una settimana dopo, il periodo nel quale la struttura è stata completamente sanificata. Dopo la riapertura di una settimana è stato chiuso nuovamente e reso Hub Covid. Anche le condizioni di chi ci lavora, quindi, sono completamente cambiate».

Lavoro e salute

Chi racconta è Maria Bernardini, che all’ospedale di Schiavonia ci lavora come addetta alle pulizie, insieme a molte altre colleghe che su tre turni coprono l’intera giornata. Maria è delegata Rsu Adl Cobas, sindacato che in questi ultimi giorni ha manifestato più volte il disagio che provano lavoratori e lavoratrici che non hanno a disposizione gli stessi dispositivi che sono invece in dotazione al personale ospedaliero. «Corriamo gli stessi rischi, anche noi abbiamo bisogno del massimo delle protezioni». A tutt'oggi, lunedì 6 aprile, non sono pervenute le tute di e gli altri dispositivi che invece sono in dotazione a tutti i dipendenti ospedalieri. Non essendo un lusso ma una garanzia di sicurezza in un momento critico come questo, il sindacato e soprattutto gli addetti ai servizi di pulizie lo fanno notare in modo fermo. 

Dispositivi

«Noi - racconta Maria - ci siamo ritrovate a lavorare in un ospedale Covid: lì è cominciato anche il panico e la paura, inutile negarlo. Abbiamo sempre lavorato con pazienti infetti ma i casi si contavano sulle dita di una mano. Non come ora che sono tutti esclusivamente pazienti che hanno contratto il Covid19. Il problema sono i dispositivi di protezione individuale (D.p.i.)». E' obbligatorio attenersi a queste disposizioni: «Sono state date dall’Istituto superiore della sanità che riprende la linee guida dall’OMS e a sua volta state recepite dalla Regione. Le linee guida dicono che bisogna usare la mascherina chirurgica con camice e calzari. Noi facciamo un lavoro in cui siamo sempre in movimento. Nelle ore di lavoro noi non possiamo andare in bagno o bere perché siamo infette fino a che non arriviamo alla fase in cui dobbiamo svestirci, la più lunga e delicata».

Tamponi

Venite controllate di frequente, domandiamo: «Un mese fa ci hanno fatto tamponi, adesso stanno ripetendo il tampone a tutti. Anche noi vogliamo essere inseriti nelle liste di chi ha diritto ad avere fatto il tampone. Non siamo lavoratrici di Serie B. Noi chiediamo che vengano adottati i Dpi che avevamo prima. Il vestiario e i calzari devono essere adeguati per tutti coloro che sono impegnati nell'ospedale di Schiavonia».

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