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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca Abano Terme

"Tangenti" ad Abano e Montegrotto Claudio: "Un film ben orchestrato" Bordin: "Innocente, no dimissioni"

I sindaci dei due Comuni termali, entrambi indagati nell'inchiesta che ha portato all'arresto, lunedì sera, da parte della Finanza, dell'assessore all'Ambiente Marcolongo, ribadiscono la loro "totale estraneità ai fatti"

All'indomani dalla bufera che ha travolto i comuni termali di Abano e Montegrotto, i due sindaci, Luca Claudio e Massimo Bordin - entrambi indagati per presunta concussione e corruzione, il secondo anche per turbativa d'asta - ribadiscono la loro totale estraneità ai fatti: "Non presenteremo le dimissioni, andremo avanti con i nostri mandati perché con questa vicenda non abbiamo nulla a che fare e le indagini lo dimostreranno".

L'INCHIESTA. Martedì mattina, le auto della Guardia di Finanza si sono presentate in entrambi i municipi per sequestrare documentazione utile alle indagini nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero euganeo Federica Baccaglini, che ha portato, la sera precedente, all'arresto, con l'accusa di concussione, corruzione e turbativa d'asta, dell'assessore all'Ambiente di Montegrotto, Ivano Marcolongo, che sarebbe stato fermato in flagrante, dopo aver ritirato una presunta tangente di mille euro, che avrebbe ricevuto da un imprenditore in cambio dell'assegnazione di appalti per lo sfalcio e la manutenzione del verde pubblico. Perquisizioni nelle abitazioni dei due primi cittadini e in un'azienda di Abano Terme. Risulterebbero indagati anche tre imprenditori del settore florovivaistico. L'operazione della finanza avrebbe preso il via dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori, stanchi di pagare le presunte "mazzette" per accapparrarsi i lavori nell'area termale. Un sistema tangentizio che si reggerebbe dal 2008 e che avrebbe consentito agli stessi primi cittadini, secondo l'accusa, di intascare delle percentuali dagli appalti che venivano affidati sempre alle "solite" aziende.

IL SINDACO DI ABANO, LUCA CLAUDIO: Guarda il video

"PERSECUZIONE DELLA FINANZA". Una "macchinazione ben orchestrata", secondo il sindaco di Abano Terme, che ha parlato di "persecuzione" da parte dei finanzieri, facendo riferimento anche a precedenti indagini effettuate nel suo Comune, e relative alla manifestazione della "Notte Rosa" e alle presunte "mazzette" che avrebbe intascato l'assessore al Turismo, Claudio Benatelli, dalle bancarelle dei mercatini di Natale. Ora il blitz di martedì, a poche ore dalla formalizzazione della candidatura del primo cittadino alle Regionali: "Casualità? - si domanda Luca Claudio, che precisa - molti hanno evocato il mio nome come prossimo candidato, certo mi è stato chiesto ma io non mi sono mai autocandidato. Una decisione - continua - che ora è ovviamente vanificata dall’intervento ad orologeria della finanza".

IL SINDACO DI MONTEGROTTO, MASSIMO BORDIN: Guarda il video

"INTERVENTO AD OROLOGERIA DELLA FINANZA". È pronto a dare battaglia, il sindaco di Abano Terme, che annuncia: "Quando sarà fatta chiarezza su questa vicenda, chiederò i danni e un risarcimento per il danno d'immagine che mi è costata". Luca Claudio è fermamente convinto che il suo coinvolgimento nell'inchiesta sia stato premeditato: "Un film - commenta il blitz della fiamme gialle - va rilevato come platealmente l’auto sia stata parcheggiata in piazza Caduti, in divieto di sosta, e io sia stato accerchiato. Dieci agenti per poche scartoffie. Era chiaro che si dovesse far vedere che io venivo messo nell'auto e accompagnato a casa dai finanzieri. Tra l'altro non sono mai stato ammanettato - precisa - né arrestato, io sono solamente indagato".

SINDACO CLAUDIO E ASSESSORE ARRESTATO. Su un suo eventuale coinvolgimento nei fatti che gli vengono contestati, "Io non ho alcun elemento per cui mi senta coinvolto, lo dico, lo ribadisco e lotterò per dimostrarlo", ha detto il sindaco di Abano Terme, che ha voluto precisare anche la natura dei suoi rapporti con l'assessore di Montegrotto, arrestato lunedì sera: "Conosco Ivano Marcolongo da quando eravamo bambini e tra noi vi è reciproca stima - dichiara - ma non è e non era, nemmeno quando ero sindaco di Montegrotto, mia persona di stretta fiducia. La sua nomina ad assessore avvenne a suo tempo a seguito di un accordo con la Lega, lui fu la persona che mi fu indicata dalla segreteria di partito, non è mai stato scelto da me come uomo di fiducia".

MARCATO, LEGA NORD. "Non entro nel merito dell'indagine – spiega il presidente del consiglio comunale di Padova, Roberto Marcato – Preciso solamente che l'assessore arrestato è stato espulso dal partito cinque anni fa e che la Lega Nord non ha alcun collegamento con lui. Le dichiarazioni del sindaco di Abano suonano abiette e strumentali: è peraltro incredibile che chi si fa chiamare 'il pirata' e ha fatto della mascolinità la sua cifra stilistica, si sia fatto imporre un assessore che non stimava – prosegue – Ero abituato a pensare che fossero i sindaci a scegliersi la squadra, non i partiti. Oggi ho scoperto che ad Abano non era così e che Luca Claudio non comandava neanche a casa sua. Se è vero che il nome di Marcolongo è stato imposto, prego il sindaco di Abano di dire esattamente da chi".

BORDIN. Più pacato, ma dello stesso avviso, il primo cittadino di Montegrotto Terme, Massimo Bordin: "Sono sereno, credo nella mia innocenza - ha detto il sindaco - mi rimprovero solo di non aver controllato alcune cose, ma, d'altronde, ho dato fiducia ai miei collaboratori. Se c'è del marcio va tolto - ha continuato - ed io ho collaborato con le fiamme gialle fornendo loro tutta la documentazione richiesta. Non so nulla - ha precisato - non sono stato ancora sentito dagli inquirenti e non ho parlato con Marcolongo, con cui - dichiara - i rapporti erano in bilico: lo vedevo qualche giorno, poi scappava via, mi lamentavo, come anche la maggioranza, del fatto che non fosse mai presente a feste o incontri".

PARLA IL SINDACO DI ABANO, LUCA CLAUDIO:

PARLA IL SINDACO DI MONTEGROTTO, MASSIMO BORDIN:

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