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Abbattimento di alberi in città Guerra fra Comune e residenti

Due le zone interessate dallo sfalcio: Città Giardino e San Bellino. In entrambi i casi cittadini in strada per impedire il taglio delle piante

Lunedì mattina è stato braccio di ferro fra una moltitudine di ventenni, e qualche coppia di anziani, che hanno respinto gli operai giunti a Città Giardino per abbattere le robinie di via D’Annunzio, alberi con più di 50 anni alle spalle, considerati dai residenti un patrimonio irrinunciabile. Stessa scena mercoledì pomeriggio a San Bellino dove i giardinieri hanno già abbattuto tre alberi dalle parti di via Bramante. In entrambi i casi il settore comunale del verde pubblico sostiene che le piante sono malate e a rischio cedimento e che il taglio è l’unica soluzione, ma i cittadini non ci stanno e chiedono una contro-perizia.

CITTÀ GIARDINO. Sono scesi in strada con sedie e sgabelli per impedire fisicamente l’entrata in azione della sega elettrica. I ragazzi che hanno protestato a Città Giardino lunedì sono riusciti a bloccare l’abbattimento, o meglio a rinviarlo, convinti che esista una strada alternativa e decisi a vincere la battaglia a suon di avvocati, nonostante l’intervento della polizia municipale, che ha raccolto le generalità di tutti i dissidenti. Il Comune dal canto suo ribadisce che si tratta di alberi piantati in un habitat sbagliato incompatibili con i marciapiedi, e compromessi gravemente dagli urti delle auto. Dopo l’abbattimento – assicurano i tecnici – le robinie saranno sostituite solo da un lato con i puris, che arrivano fino a 20 metri di altezza.

SAN BELLINO. Nel quartiere interno all’Arcella la contestazione è avvenuta invece mercoledì pomeriggio, quando i giardinieri si sono recati in via Bramante per abbattere sei alberi individuati come irrimediabilmente malati. Una decina di residenti si sono schierati in difesa delle piante messe a dimora dai residenti 30 anni fa, e difese per le loro qualità di riparo dal caldo e trattenimento delle polveri sottili, oltre che per il loro valore come elementi naturali. Giovedì però gli animi si sono distesi quando gli operai sono tornati sul posto per piantumare nuovi alberi – dei carpini bianchi - al posto di quelli appena recisi.

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