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Aborto, a Padova solo due medici disposti a praticare l'interruzione di gravidanza

Il bel Paese discrimina medici e personale medico che non hanno optato per l'obiezione di coscienza in materia di interruzione di gravidanza. Lo afferma l'organizzazione internazionale accogliendo un ricorso della Cgil

"In città solo due medici disposti a praticare l'interruzione volontaria della gravidanza, dopo l'accoglimento del ricorso della Cgil chiediamo con ancora più forza un cambiamento da parte della sanità pubblica padovana". Queste le dichiarazioni di Alessandra Stivali e Gloria Berton della segreteria provinciale Cgil Padova unitamente a Paola Fungenzi (Fp Cgil) e Rosanna Bettella (Spi Cgil Padova).

VIOLAZIONE. "Se quanto affermato dalle Istituzioni comunitarie è vero per l'Italia, lo è ancor di più per la nostra città, dove - nel nostro ospedale - sono appena 2 i medici disposti a praticare l'interruzione di gravidanza. In sala operatoria sono solo un paio gli spazi settimanali dedicati alla programmazione di questo tipo di interventi. Non va molto meglio nel resto del territorio provinciale. Se a questo si aggiunge la destrutturazione dei consultori territoriali, siamo di fronte ad una clamorosa violazione della legislazione nazionale sulla gravidanza consapevole e sulla salvaguardia della salute delle donne".

NUMERI. "Abbiamo in più occasioni, anche con una lettera ufficiale, chiesto ai vertici della Sanità padovana i numeri sui consultori e sull'obiezione di coscienza, ma non abbiamo ricevuto risposta - concludono i sindacalisti - Oggi, di fronte ad un pronunciamento così solenne, torniamo a pretendere chiarezza e rispetto per la libertà di scelta delle donne".

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