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Abusi sulla figlia minorenne presa in adozione: reato prescritto per una coppia di padovani

La coppia era stata condannata per maltrattamenti nei confronti della figlioletta. La sentenza era stata, poi, annullata per un vizio procedurale. Martedì, è arrivata la prescrizione.

A leggere il verbale del decreto emesso martedì dal tribunale di Vicenza, ci si trova di fronte a un racconto da film dell’orrore. Una coppia padovana, nel 2009, è stata condannata dai giudici vicentini per abusi e maltrattamenti verso la figlia adottiva, una bambina sudamericana ora maggiorenne.

GLI ABUSI. Da quando è arrivata nella nuova famiglia, la piccola, secondo l’accusa, sarebbe stata oggetto di attenzioni sessuali da parte del padre adottivo, un 68enne padovano, che l’avrebbe toccata sul seno e sulle parti intime per anni, fino al febbraio 2002. Assieme alla moglie, sessantenne della provincia di Padova, avrebbero maltrattato la bambina isolandola dalla famiglia, sostenendo - si legge sul decreto - che "era affetta da malattia contagiosa, obbligandola ad usare stoviglie comuni e diverse da quelle usate dagli altri, ad usare un unico bagno e non toccare nulla dell’arredo di casa".

REATO PRESCRITTO. Inoltre la donna le faceva "la doccia e indossando i guanti per paura di toccarla, imponendole di passare le giornate in garage, offendendola con il padre con parole ingiuriose e dicendole che sarebbe diventata una prostituta come sua madre naturale". Il tutto seguito da percosse. Dopo la condanna, la coppia si è rivolta in appello e la corte di Venezia ha dichiarato nulla la sentenza del tribunale di Venezia per un errore nella procedura. Il caso è quindi ritornato martedì nel palazzo di giustizia berico che ha ritenuto di non doversi procedere per "avvenuta prescrizione".

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