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Accoglienza invernale, tavolo in comune: strategie e messa appunto in Comune

Il Comune di Padova ha messo a punto, assieme a una ventina di realtà che si occupano del tema, un piano per il supporto alle persone senza fissa dimora che inizierà a dicembre e si concluderà a fine febbraio

Tutto pronto per l’accoglienza invernale. Con l’avvicinarsi dei mesi freddi il Comune di Padova ha messo a punto, assieme a una ventina di realtà che si occupano del tema, un piano per il supporto alle persone senza fissa dimora che inizierà a dicembre e si concluderà a fine febbraio.

ACCOGLIENZA INVERNALE


"C’è stato un decisivo incontro del tavolo per l’accoglienza invernale che si era già riunito nelle scorse settimane – spiega l’assessora ai Servizi Sociali Marta Nalin – Con associazioni, cooperative, Ulss e Caritas abbiamo effettuato una ricognizione degli spazi a disposizione e abbiamo coordinato le attività dei diversi presidi e delle unità di strada per avere una copertura quanto più completa possibile del territorio in tutti i giorni della settimana". L’ex scuola Gabelli sarà riaperta per l’accoglienza invernale, mentre ha confermato la sua disponibilità Don Elia del Tempio della Pace per concedere uno spazio per l’ospitalità notturna. In totale i posti disponibili per l’accoglienza invernale sono 55, che diventeranno 75 nel gennaio 2018. A questi vanno aggiunti gli 82 posti dell’Asilo Notturno. Le unità di strada delle diverse associazioni copriranno tutti e sette i giorni della settimana e in zona stazione il lunedì, martedì e giovedì sarà presente anche l’ambulatorio mobile della Croce Rossa.

INIZIATIVE NON ISOLATE


L’idea del Comune è quella di non lasciare isolate queste iniziative: "Quella del freddo non è un’emergenza, è una situazione con cui torniamo periodicamente a fare i conti – conclude Nalin – Noi vogliamo lavorare con una prospettiva più ampia. L’accoglienza invernale può essere anche una buona opportunità per contattare persone che non sono ancora senza dimora di lungo periodo e per innescare dei progetti con loro. Per questo stiamo lavorando anche per ricavare uno spazio in via Eremitano (che ospita delle docce, vicino alla stazione ferroviaria) per l’accoglienza diurna che potrà ospitare anche attività e laboratori"..

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